Io invece per dire ritengo maggiore il valore aggiunto del passare il tempo con altri bambini, sia per divertimento, sia per "imparare" tante cose (che non vengono insegnate, ma che imparano autonomamente tra di loro imitandosi), sia per "sfogarsi" facendo cose che a casa non si possono fare, e non sempre ci sono opportunità come ludoteche o simili (soprattutto d'inverno). Parliamo sempre di età oltre i 18 mesi circa.Chloe83 wrote:Questo è ottimo.
Ed è un sistema elastico che ricalca la realtà "di casa".
E allora, se ricalca la realtà di casa, e a casa puoi starci, senza per questo privarti degli altri bambini, perchè mai mandarti al nido?
Laddove a parità di libertà a casa hai comunque il valore aggiunto di mangiare in famiglia, di parlare, raccontare, iniziare a vivere il momento del pasto come un momento di unione familiare, che è un concetto che a me piace molto, che ci tengo a proporle fin da inizio svezzamento.
Non voglio risultare polemica, parlo per me. Per me, non avendo io necessità lavorative, non c'è ragione di mandarla al nido.
Per dirti, per me il "rito del pasto" invece è abbastanza ininfluente. A casa da noi è un momento di massimo 10 minuti, in cui si mangia, si parla poco (anche perché DI Arianna non si può parlare e CON Arianna la conversazione è parecchio tronca, non parlando ancora) e appena ognuno ha finito si alza e fa i fatti suoi. E' solo funzionale a nutrirsi.



