Questo è ottimo.Sheireh wrote:Anche qui dipende dai nidi, però.
Dove va Arianna possono alzarsi quando vogliono (hanno seggioline basse e un tavolo che apparecchiano tutti insieme in sezione), possono sporcare e sporcarsi, possono mangiare con le mani o con le posate, decidere se mangiare il primo o il secondo o niente o tutte e 2 anche 2 volte, dormire se in quel momento sono stanchi (e fanno scaldare il pranzo dopo), ecc.
Ed è un sistema elastico che ricalca la realtà "di casa".
E allora, se ricalca la realtà di casa, e a casa puoi starci, senza per questo privarti degli altri bambini, perchè mai mandarti al nido?
Laddove a parità di libertà a casa hai comunque il valore aggiunto di mangiare in famiglia, di parlare, raccontare, iniziare a vivere il momento del pasto come un momento di unione familiare, che è un concetto che a me piace molto, che ci tengo a proporle fin da inizio svezzamento.
Non voglio risultare polemica, parlo per me. Per me, non avendo io necessità lavorative, non c'è ragione di mandarla al nido.
Ognuno conosce il suo di figlio, ci mancherebbe.Patrizia wrote:mi intrometto, premettendo che rispetto il tuo punto di vista ma che trovo distorto quando racconti di nido
alcune cose di cui parli, non sono proprio così!
al nido di Letizia so per certo che:
- può sporcarsi e nessuno la sgrida per questo (infatti ha un cambio anzi due di vestiti all'occorrenza e spesso per il lavori sporchi li vestono con vestiti dell'asilo così che i propri rimangano puliti)
- mangia con le mani quando vuole, lo ha fatto per parecchio tempo prefendo poi, quando è maturata questa abilità, le sue posatine e mangia quanto vuole
- può correre urlare cantare salire sui tavolini quando vuole, i bambini hanno ampi saloni e sono divisi per età (pochi mesi di differenza in un gruppo), nel numero di 6 per maestra (che a due anni è ottimale)
- non è obbligata a stare seudta, infatti ricordo che con Leonardo spesso arrivavo a prenderlo che un gruppo stava seduto ad ascoltare una storia raccontata dalla maestra e lui ... correva in giro! Risposta della maestra "deve ancora venire il suo momento per sedersi e ascoltare, ma noi aspettiamo"
Poi ci sono altre cose opinabili, nel senso che io personalmente penso che la routine del nido, che ha anche orari, sia confortante e utile allo sviluppo psicofisico del bambion, tant'è che anche a casa cerco di tenere i suoi orari di sabato e domenica perchè vedo che apprezza molto ed è serena
A me sta cosa della routine necessaria per loro non ha mai convinto, nel senso che, se hanno bisogno di una routine, se la creano. La mia si è sempre data lei stessa degli orari, fin da appena nata, ma appunto erano orari scelti. Una routine imposta dall'esterno io la vedo come il fumo negli occhi.
Poi in realtà abbiamo abitudini anche noi, ma essendo appunto libere (non istituzionalizzate in una struttura come il nido) c'è sempre elasticità, possibilità e disponibilità di cambiare programmi in corsa, e io la trovo importante.
In tutto ciò, io sono contenta se il nido (o se alcuni nido) sono migliori di quelli di cui ho notizia io, eh. Ma lo stesso non trovo siano la situazione ottimale, prima dei 3 anni.
Cosa devo dirti Gwennola, non mi far litigare con tutti, via.Gwen wrote:Ma vedi il discorso del cibo arrivi ad apprezzarlo così tanto quando non si hanno solo fasi ma quando hai un figlio che non ti mangia mai e da una vita si fa pure giorni sani di digiuno a momenti. Inizi ad intripparti sotto tanti punti di vista, una volta che capisci che al nido il figlio in questione ti mangia, e di gusto, e senza alcuna costrizione ti si apre un mondo.
Io la convinzione che hai tu, del binomio mamma=bimbo la ho nel primo anno/anno e mezzo di vita. Nel caso della Minnie (poi dipende dai bambini) ho proprio notato quanto bene le facesse stare con altri bimbi. E considerando che lei va solo la mattina sabato escluso e che comunque con me non potrebbe stare ho preferito il nido a nonni o baby sitter.
Comunque non so se il mio nido sia un paradiso terrestre ma ho visto con i miei occhi i bimbi fare esattamente quel che dici tu:
correre e giocare spontaneamente, parlare a voce alta, fare gridolini, pasticciare con cibo o con quello che vogliono. Liberamente.
Ah, e non importa a nessuno se si sporcano quando mangiano, hanno appositi cambi portati da noi perchè fanno di tutto di più e a volte per un solo piatto di pasta devono cambiarli comprese le mutande.
Se fosse tutto stile lager nonsiparla, nonsicorre,nonsiurla, noncisisporca ecc. manco io la avrei mandata, credimi.
E le regole che ci sono sono poche ma buone, a mio parere, perchè immagino che le avrei insegnato anche io, a questo punto, che non si spintonano o picchiano gli altri bimbi, che si mettono a posto i propri giochi o cose simili no?
A me il concetto di nido, di scolarizzazione-istituzionalizzazione precoce,di distacco forzato dalla mamma etc etc non piace. Del resto se mi piacesse l'avrei mandata al nido.
Le regole di cui parli tu, se davvero passano solo quelle, non c'è bisogno del nido per insegnarle, basta avere la possibilità di giocare con altri bimbi con continuità (e lo si fa meglio, per me, in contesti liberi, lei la prima socializzazione l'ha avuta con i bimbi vicini di ombrellone al mare, in un contesto di libertà totale, già la ludoteca rispetto a quella è un ripiego, ma tant'è, d'inverno non si può far di meglio).
