alemia wrote:bene madda!
qui ho il topo a casa che si è ammazzato, li fanno giocare anche se pioviggina, lui poi suda tantissimo ed è fatta! ahahah
Qui hanno il campo scoperto, ma anche il campo coperto di dimensioni ridotte con erba artificiale, che non sarà bellissimo, o il top dei grandi campioni , ma mi hanno già detto che appena comincerà a fare troppo freddo, o anche prima in caso di pioggia, per gli allenamenti si userà quello.
Alex devo dire che è abbastanza robusto.
Si aggira a fine lezione tutto sudato rifiutando la felpina e non si becca mai niente.
(almeno per ora!)
Una coccola al topo vittima del calcio ahaha!
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag" (David Grossman)
Io faccio l'allenatrice di calcio, alleno una squadra di bambine di 10 anni.
Ora farò un discorso un pò antipatico:
secondo me vi è un pregiudizio nei confronti del calcio, quello secondo cui il calcio è violento, becero e un brutto ambiente.
Può darsi vi siano società così, ma sono l'eccezione, non la regola.
Facendo calcio ci si diverte, è uno sport armonico, sano, grazie al quale si sviluppano le capacità di coordinazione, i riflessi, la visione periferica, si velocizzano le capacità di reazione. Oltre, ovviamente, al potenziamento muscolare generale.
Ma si impara anche l'impegno, il gioco di squadra, il cooperare con altri, ci si responsabilizza, s'impara ad accettare la vittoria e la sconfitta.
Non preoccupatevi in vista dei tornei: sono un momento molto divertente, i bambini sceglieranno il loro numero di maglia, andranno in campo tutti insieme, si divertiranno, saranno orgogliosi di loro stessi, vinceranno o perderanno, ma tutti insieme.
Sarà una bella ed importante esperienza formativa.
Non lasciatevi ingannare dai pregiudizi, io ho perso anni di calcio per questo. Ho cominciato solo a 13 anni, per mia enorme insistenza. Prima ho fatto ginnastica artistica. E se l'ambiente calcistico è negativo, quello della ginnastica artistica com'è??? Davvero ho visto cose che voi umani....
per concludere aggiungo che a mio avviso esperienze come quella della scuola calcio sono molto più positive per dei bambini che, per esempio, il solito corso di nuoto durante il quale il bimbo fa solo avanti e indietro per la piscina per tutta l'ora. Impara a nuotare, sì, ma solo quello. Col calcio no, s'impara il gioco di squadra, il rispetto degli altri, la disciplina e aiuta moltissimo l'autostima e la socialità.
E poi, alla fine di tutto questo sproloquio, penso che lo sport dovrebbe essere scelto dal bambino e non dal genitore, io da piccola ci soffrii vedendo gli altri bambini con le tute delle loro squadre e io no, io a rischiare di ammazzarmi sulla trave....
Alla fine Alex è fermo per motivi di salute, ma a gennaio riprende e per ora mi ritrovo nel discorso di sport di squadra e gioco più che in quello competitivo.
Sulla scelta del bambino, senza dubbio.
Il mio problema è che mio figlio non aveva interessi ben definiti , così sono stata io a fare proposte a lui.
Se mai dovesse averne, saranno le benvenute!
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag" (David Grossman)