susialle wrote: Non riesco a non pensare a colui che doveva prendersene cura (istituto o altri), nè alla gente superficiale................
bho..... forse è solo che vorrei non esistessero certe cose.... vorrei una baccheta magica in alcuni momenti....
Parlando di gente superficiale, il modo in cui è impostata questa discussione mi dà molto da pensare.
Intanto la sezione: cosa c'entra con le geometrie dell'attesa?
Poi il fine: dove vuoi arrivare? perché se voleva essere una riflessione su disabilità psichica e maternità mi sembra molto dubbio il risultato.
Il mezzo: sinceramente mille punti esclamativi, che per me significano entusiasmo, e comunque un'enfatizzazione estrema, per raccontare una storia così agghiacciante mi sembrano decisamente inopportuni.
Perché purtroppo quella che racconti è una storia agghiacciante. Di una persona probabilmente disabile, o comunque con problemi psichici, minorenne, probabilmente abbandonata dalla famiglia o orfana visto che nessuno si è fatto vedere in ospedale. E per di più incinta, con tutto ciò che ne comporta nella sua situazione.
Sai che il fatto di fumare in questa situazione mi sembra l'ultima cosa che avrebbe attirato la mia attenzione?
Mi dirai che tu volevi solo condividere questo ricordo, però il modo mi lascia davvero basita.
