A me l'hanno indotto con, nell'ordine:
olio di ricino
1 applicazione di gel
flebo di ossitocina
...e ho partorito naturalmente.
induzione al parto
- ziska
- Utente Vip

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- Joined: Fri Apr 09, 2010 2:20 pm
Io non avevo avuto mai neanche una contrazione prima dell'induzione e tanto meno ero dilatata, però ho partorito lo stesso naturalmente.LauraDani wrote:però, come ti hanno già detto anche qui, mi dissero che un conto è indurre una che non ha alcun accenno e un conto è una come me e te che già è un pò dilatata.
Vai tranquilla.
- LauraDani
- Ambasciatore

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- Joined: Tue Sep 21, 2010 11:54 am
si, ma avevo già il collo pervio al dito da qualche giorno, sono andata a farmi vedere perchè avevo perso il tappo e mi hanno ricoverata pensando che sarebbe partito il travaglio di lì a poco.Nini09 wrote:...ma come mai te lo hanno indotto? Eri alla 39 giusto?...
dopo un giorno ancora tutto fermo, ma non volevano andassi a casa (che dista 30 minuti) perchè avevo il tampone positivo allo streptococco e non volevano rischiare che non riuscissi a fare le 4 ore di flebo della terapia: così mi hanno detto che me lo volevano indurre
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(E. Montale)