mauan non parla l'italiano

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

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alemia
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Post by alemia »

lenina wrote:Comunque se proprio vogliamo dare colpe per i disagi di questi bambini diamole al fatto che non ci sono più fondi per i mediatori culturali.
ma che dovrebbero fare? capisco per i grandi, forse

ma i bimbi più stanno a contatto e si integrano con gli altri, prima imparano
.
kida

Post by kida »

Azur wrote:Barbara, io capisco le ottime intenzioni e l'idea di voler alleviare il disagio di un bambino,
solo che quello che dici tu "insegnare qualche frase" con un bambino piccolo non è molto fattibile, né particolarmente utile.

1 - Fattibilità: I bambini fino ai 10-12 apprendono le lingue quasi esclusivamente in un contesto del genere "full immersion", ovvero quando sono immersi nella lingua e la sentono parlare e utilizzare in tutte le diverse situazioni quotidiane, è un tipo di apprendimento lento, che avviene in modo identico (o quasi, a seconda del momento in cui avviene) a quello della prima lingua (quanto ci mette un bimbo a imparare a parlare e a strutturare frasi nella sua prima lingua?)

Gli altri tipi di insegnamento (quello scolastico tradizionale, che può essere riproposto anche in famiglia per insegnare qualche frase di un'altra lingua) sono efficaci solo dai 10-12 anni in poi (quando esiste già una conoscenza della struttura sintattico-grammaticale di una prima lingua e il cervello ha raggiunto uno sviluppo adulto).

2 - Utiilità: io credo che lo spaesamento e il disagio di un bimbo all'asilo siano un fatto "globale", non penso che saper dire "ho sete/ho sonno/mi scappa la pipì" possa alleviarlo in alcun modo.
La questione è più complessa.

Pensa un attimo ad es. se ti dovessi trovare a lavorare in un nuovo ufficio in un paese straniero: conoscere 5 o 10 frasi nella lingua locale non sarebbe certo sufficiente a farti sentire a tuo agio.
Per raggiungere lo scopo ci vorrebbe una conoscenza della lingua molto superiore (come anche una conoscenza dell'ambiente, delle persone e delle regole).

Tornando al parallelo dell'asilo, per dare al bambino una conoscenza dell'italiano sufficiente a farlo sentire a proprio agio (per lo meno dal punto di vista lingua, tralasciando gli altri fattori), la famiglia -viste anche le modalità di apprendimento di un bimbo piccolo- avrebbe dovuto già parecchio tempo prima iniziare a parlare prevalentemente italiano in casa, mettendo a rischio o rinunciando di fatto a portare avanti la propria lingua (con quel che ne consegue, è una perdita enorme a livello culturale e di identità)
(Conosco persone che l'hanno fatto, proprio per i motivi che dici tu, aiutare il bimbo nell'inserimento scolastico, e se ne sono molto pentiti, perché poi "recuperare" la lingua di casa/minoritaria è molto difficile, spesso impossibile).
essendo ignorante in materia non sapevo che per imparare qualche frase bisognava accantonare la lingua madre, però mi fanno tanta tenerezza questi bambini, così spaesati che il primo pensiero è stato appunto quello, insegnategli qualche parola, poverini. poi leggendo la tua risposta capisco il perchè non lo fanno, giustamente vogliono tener viva la loro lingua.
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lenina
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Post by lenina »

il fatto è che noi ragioniamo da adulti.
Per imparare una lingua cerchiamo di impararne le basi.
Un bimbo no un bimbo apprende la lingua in "toto" non alcune basi.
Ha un apprendimento globale della lingua non parziale la fa proprio sua.

Proprio per questo motivo i corsi di inglese così come vengono fatti in Italia per i bimbi servono a nulla non tengono conto di come il bimbo impara le lingue(quale bimbo impara l'inglese con quei corsi?)

Da non sottovalutare il fatto che un bimbo di 3 anni parla mediamente da poco ed è ancora piuttosto bravo con il linguaggio non verbale quindi la lingua che dal nostro punto di vista adulto è così fondamentale per lui ha minore importanza (mai visti i bimbi in spiaggia a giocare? spesso vedi bimbi di 3-4 nazionalita anche grandini e si comprendono benissimo)
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)

http://franceefamiglia.com/



Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010



“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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