mauan non parla l'italiano

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

Moderator: laste

Azur
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Post by Azur »

lenina wrote:Magari alla strada "televisione" non ci si è pensato e in giro riuscire ad avere contatti con Italiani è meno facile di quanto sembri a te.
Se il genitore ha pochi contatti per vari motivi non è facile farne avere ai figli.
Inoltre, secondo diversi studi la tv per i bambini ha solo una funzione di rafforzamento
(ovvero, se il bambino già conosce una seconda lingua è ottima per mantenerla/rafforzarla),
ma non è strumento di apprendimento (perché il bambino apprende nell'interazione con un'altra persona, non con un mezzo che "non lo interpella direttamente")

uca wrote:Ripensandoci... Secondo me il problema non si pone per i bambini nati in italia, perchè volente o nolente sentono l'italiano tutti i giorni; si pone soltanto per i bambini nati all'estero, arrivati da poco, e magari anche grandicelli. Più grandi sono, più difficoltà hanno nel imparare la lingua e forse sentono anche di più il disaggio. In quella situazione, forse si dovrebbe provare a portarli in italia un po' prima dell'inizio della scuola, farli seguire la tv italiana, eventualmente farli conoscere qualche bambino italiano, se fosse possibile. Ma resta il fatto che l'italiano lo imparerà meglio a scuola.
Se invece anche i genitori sono arrivati da poco, non vedo tante soluzioni....
Per i piccolissimi anche per me il problema non si pone (alla materna l'espressione linguistica diventa importante nella socializzazione giusto l'ultimo anno, prima i rapporti sono molto improntati sul fare e sull'essere, molto più che sulla parola)

Per i più grandini è vero, l'ideale sarebbe arrivare preparati, ma date le motivazioni a monte dell'emigrazione difficilmente è fattibile (e anche quando viene fatto, in genere ho visto che le conoscenze che c'erano al momento dell'arrivo tempo due/tre settimane vengono quasi sempre raggiunte e superate)

Io in ogni caso non ho visto (in 8 anni di esperienza scolastica da mamma in zona ad alta immigrazione e come "partecipante/osservatore" di una comunità linguistica minoritaria) nessun bambino che avesse problemi linguistici prolungati.

Con velocità diverse a seconda delle predisposizioni personali e della lingua di partenza, ma tutti dopo qualche mese raggiungevano un buon livello, quando scolarizzati...
Più difficile raggiungere un livello completamente madrelingua, ma anche quello, anche nei bimbi meno linguisticamente predisposti, dopo qualche anno l'ho sempre visto.
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Alessia
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Post by Alessia »

Lelia wrote:Quoto assolutamente questo.
Non volevo dire che le lingue dei genitori vadano trasmesse solo per interessi lavorativi futuri (per quanto sapere una lingua in più a livello madrelingua - qualsiasi lingua - sia sempre e cmq un vantaggio anche in senso pratico) ma soprattutto perché trovo naturale che un genitore voglia trasmettere la propria cultura e le proprie radici, e la lingua in questo senso è un veicolo importantissimo.
Scusate ma voi se domani vi trasferiste, faccio per dire, in Francia, comincereste a parlare francese ai vostri figli per aiutarli ad integrarsi? Pensate che vi verrebbe naturale? E non pensate invece che i vostri figli adulti potrebbero sentirsi molto a disagio nel venire in Italia e non saper parlare l'italiano con la famiglia qui? Dev'essere un bruttissimo senso di straniamento.
Una lingua in più è una ricchezza enorme, in tutti i sensi, e chi ha la possibilità di trasmetterla secondo me deve farlo, perché è un dono troppo bello e troppo grande.

se io dovessi emigrare con la mia famiglia in un altro paese farei senz'altro lo sforzo di imparare la lingua del posto e cercare di farla imparare anche ai miei figli, insieme alla nostra lingua italiana.
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE>
(Kahlil Gibran)
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Lelia
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Post by Lelia »

Ma io non sono d'accordo Alessia. Ovviamente cercherei di imparare la lingua del posto e agevolerei i miei figli nell'apprendimento della nuova lingua, ma non mi metterei mai a parlare la nuova lingua in casa a discapito dell'italiano.
Perché alla fine è questo che mi pare che tu non colga: se parli meno la tua lingua in casa per parlare di più la nuova lingua, la lingua madre ne soffre e i tuoi figli impareranno meno l'italiano, o non lo impareranno proprio. Ora, perché sacrificare la lingua madre (minoritaria) a vantaggio della nuova lingua (maggioritaria) che i bambini impareranno comunque?
I'm selfish, impatient and a little insecure.
I make mistakes, I am out of control and at times hard to handle.
But if you can't handle me at my worst, then you sure as hell don't deserve me at my best.
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