mauan non parla l'italiano

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

Moderator: laste

ilfo

Post by ilfo »

Alessia wrote:a me sembra che spesso si tenda infelicemente a concludere con queste frasi una discussione nata veramente come confronto.

mai dare uno scapaccione a un bambino, ma lasciarlo piangere in un angolo sì, non solo è giusto, gli troviamo tutte le giustificazioni del mondo.

siamo mamme "di cuore" solo quando non si toccano argomenti scottanti?
questa me l'ero persa, vedi che evidentemente c'è un problema con le maestre, se lo lasciano piangere in un angolo.
Consolare un bambino non è una cosa per cui è necessaria una determinata lingua
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Alessia
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Post by Alessia »

ilfo wrote:questa me l'ero persa, vedi che evidentemente c'è un problema con le maestre, se lo lasciano piangere in un angolo.
Consolare un bambino non è una cosa per cui è necessaria una determinata lingua

no, la bambina era in disparte vicina alla maestra.
ribadisco che la mamma parla italiano.
ilfo wrote:no, ma io ho capito cosa intendi Alessia, solo che non conosco la famiglia di cui parli, e abbiamo solo la tua versione dei fatti.
Io continuo a non vederci nulla di drammatico, e casomai più che i genitori, visto che il disagio è a scuola, devono essere le maestre ad aiutarli e farli sentire tranquilli.

parli di un bambino della materna?alla materna la maestra dovrebbe riuscire a coinvolgerlo pure senza parlare italiano.
La figlia grande della mia vicina di casa (marocchina) ha fatto solo un anno di materna, non sapeva una parola di italiano (per scelta dei genitori, a quell'età come ho detto iniziano a parlare arabo e se mischi un italiano scorretto imparano male entrambe le lingue) ma non era triste di andarci, pur non capendo nulla.
Quindi evidentemente dipende da bambino a bambino

l'importante è che ci siamo capite :cisssss:
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE>
(Kahlil Gibran)
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Post by Azur »

Rie wrote:Davvero Veronica?
Ma fammi capire... secondo te le mamme straniere che parlano italiano stanno avendo un'idea poco furba ai fini dell'apprendimento della lingua madre?
(non per polemica, eh, proprio per interesse, perché in piscina ho conosciuto una mamma appena venuta dal Cile e sta parlando italiano con la sua bimba anche se LEI fa un po' fatica).
si, Madda, in genere è una pessima idea.

La lingua del paese dove si vive (tecnicamente ML, Majority Language) viene appresa facilmente dai pari e dall'ambiente.
Se ci pensi, il bambino è esposto ogni giorno a centinaia di input e di fonti linguistiche diverse, TUTTE nella stessa lingua:
amici
scuola
gente per strada
negozianti
TV
radio
giornaletti e libri
cartelli stradali
ecc ecc ecc

La lingua minoritaria (ml, minority language) su quante fonti di input può contare?
Genitore/genitori
Radio
Libri in n. per forza minore di quelli della ML
Raramente tv
A volte qualche amico e parente

È pochissimo.
Ed è sempre una strada in salita.

Calcola che, per ottenere un bilinguismo bilanciato, secondo vari studi almeno un terzo dell'input giornaliero/settimanale deve essere nella lingua minoritaria.

Senza contare che comunicare con il proprio figlio in una lingua che non si conosce al 100% non è per niente facile, soprattutto quando il bambino si fa ragazzo (è il motivo per cui io ho smesso, era davvero troppa fatica man mano che i discorsi si facevano più complessi)
E se crescendo il ragazzo parla quasi solo la lingua del posto, con cui i genitori non si sentono a proprio agio e non riescono a comunicare al 100% l'adolscenza si fa ancora più difficile.
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