l'altro giorno accompagnando mio figlio a scuola mi sono fermata a parlare con la maestra.
tra un discorso e l'altro esce fuori che sono entrati tre bambini nuovi stranieri che non parlano l'italiano.
due di questi non capiscono nemmeno una parola.
i genitori sanno parlare italiano, ma evidentemente non lo hanno insegnato per niente ai figli che ora poverini si trovano in classe insieme a tutti gli altri senza riuscire a capire cosa dice la maestra e cosa dicono gli altri bimbi.
una bimba era seduta vicino alla maestra, sguardo basso, si vedeva che era sofferente, la maestra ha detto che i primi due giorni ha pianto di continuo e non sapevano proprio come consolarla perché lei non capisce una parola.
ora, al di là dei soliti discorsi sull'integrazione dico io, come può un genitore ignorare una situazione del genere?
questi genitori non collaborano con le insegnanti, per avere la maestra di sostegno c'è bisogno di collaborazione da parte loro, che invece alzano le spalle e lasciano i figli in questa situazione di completo disagio.
come si fa ad integrare questi bambini? come si fa ad andare avanti con i programmi in queste condizioni? siamo sempre noi la causa delle discriminazioni o talvolta anche gli stranieri dovrebbero fare qualche sforzo in più?
mauan non parla l'italiano
Moderator: laste
- Alessia
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mauan non parla l'italiano
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
- Cosetta
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Io non la vedo tanto tragica, i bimbi imparano velocissimamente ed è proprio la full immersion a farli imparare.
Spesso i genitori l'italiano non lo sanno e sono arrivati da poco pure loro, come potrebbero insegnarglielo?
La comunicazione fortunatamente non è fatta solo di parole e non si sentono certo isolati, anche se chiaramente le parole aiutano... però ripeto, è questione di poche settimane.
In classe di Damiano ce ne sono due che non parlano italiano ma in pochi giorni si vede che iniziano almeno a capire quello che viene loro detto. Sono tranquillissimi.
Certo l'inserimento all'asilo a volte non è facile ma non lo è nemmeno per alcuni bimbi italiani e ce ne sono che non si consolano qualsiasi cosa tu possa dirgli!
Certo se poi la cosa è gestita male rischia di essere un piccolo trauma (se i genitori non hanno spiegato bene di cosa si tratta e rassicurato i bimbi ad esempio) ed è un peccato, e non capire cosa ti viene detto non aiuta...
Però ripeto i bimbi hanno risorse inaspettate.
Spesso i genitori l'italiano non lo sanno e sono arrivati da poco pure loro, come potrebbero insegnarglielo?
La comunicazione fortunatamente non è fatta solo di parole e non si sentono certo isolati, anche se chiaramente le parole aiutano... però ripeto, è questione di poche settimane.
In classe di Damiano ce ne sono due che non parlano italiano ma in pochi giorni si vede che iniziano almeno a capire quello che viene loro detto. Sono tranquillissimi.
Certo l'inserimento all'asilo a volte non è facile ma non lo è nemmeno per alcuni bimbi italiani e ce ne sono che non si consolano qualsiasi cosa tu possa dirgli!
Certo se poi la cosa è gestita male rischia di essere un piccolo trauma (se i genitori non hanno spiegato bene di cosa si tratta e rassicurato i bimbi ad esempio) ed è un peccato, e non capire cosa ti viene detto non aiuta...
Però ripeto i bimbi hanno risorse inaspettate.
- Rie
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Ma scusa, la maestra di sostegno? Danno il sostegno allo straniero che non sa la lingua?
Nel migliore dei mondi possibili, che i recenti governi stanno facendo a pezzi, c'era il "facilitatore", "mediatore", comunque lo si voglia chiamare, una figura di insegnante che faceva da tramite, con conoscenze specifiche e spesso anche conoscenza della lingua, fra questi bimbi e la scuola.
Purtroppo non c'è più.
Ma non so quanto un insegnante di sostegno, che ha altre competenze, possa aiutare.
E tra l'altro non so nemmeno se ci sia... visto che li tolgono ai disabili per via dei tagli (!).
Mi dispiace molto per la situazione che descrivi di questi bimbi, ma per quel che ho intorno io non mi sembra frequente.
Di genitori stranieri che conoscono l'italiano e non lo insegnano ai bambini non ne ho mai visti.
In giro si vedono, piuttosto, genitori stranieri che in un italiano incerto si sforzano di parlare nella nostra lingua a bimbi anche piccolissimi.
E se può darsi che ci siano problemi di integrazione fra due culture diverse, davvero penso che siano minoritari i genitori che non tengono all'inserimento scolastico dei piccoli e a tal fine non collaborino con gli insegnanti, limitandosi a scrollare le spalle.
(Parlo di Milano, magari in altre realtà d'italia è diverso...)
Nel migliore dei mondi possibili, che i recenti governi stanno facendo a pezzi, c'era il "facilitatore", "mediatore", comunque lo si voglia chiamare, una figura di insegnante che faceva da tramite, con conoscenze specifiche e spesso anche conoscenza della lingua, fra questi bimbi e la scuola.
Purtroppo non c'è più.
Ma non so quanto un insegnante di sostegno, che ha altre competenze, possa aiutare.
E tra l'altro non so nemmeno se ci sia... visto che li tolgono ai disabili per via dei tagli (!).
Mi dispiace molto per la situazione che descrivi di questi bimbi, ma per quel che ho intorno io non mi sembra frequente.
Di genitori stranieri che conoscono l'italiano e non lo insegnano ai bambini non ne ho mai visti.
In giro si vedono, piuttosto, genitori stranieri che in un italiano incerto si sforzano di parlare nella nostra lingua a bimbi anche piccolissimi.
E se può darsi che ci siano problemi di integrazione fra due culture diverse, davvero penso che siano minoritari i genitori che non tengono all'inserimento scolastico dei piccoli e a tal fine non collaborino con gli insegnanti, limitandosi a scrollare le spalle.
(Parlo di Milano, magari in altre realtà d'italia è diverso...)
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
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