Rie wrote:Perché riservo la "soluzione autoritaria" su quello che - per me - è irrinunciabile.
Riflettendo su Gordon, ma anche e soprattutto frequentando da anni persone... che so, Paola M., vogliamo dire? ... che riescono ad avere un approccio diverso, cerco di ritrarre i margini della decisione autoritaria al minor numero di casi possibili.
(Oltre un certo limite gnafò, e non ne ho mai fatto mistero, né con te né con altri ahahaha!)
Decido io. ok.
Ma le modalità con cui si fa quello che voglio io sono diverse, e posso venirti incontro.
Poi ci sono cose su cui, se ci rifletto meglio, posso anche non decidere io. E soprattutto ci sono casi in cui, nello spiegare le motivazioni di un'imposizione e nell'ascoltare il parere del bimbo, emergono, per ora da alex ma chissà fra poco anche da Fede, soluzioni intelligenti dei conflitti che io non avrei saputo elaborare migliori.
A me sembra un equilibrio chiaro, non ipocrita.
Il problema, se mai, è che è un equilibrio IBRIDO, che sta a metà fra Gordon e il marito genitore nazista ahahaha!
hhahahhah
su questo la penso come te, anch'io faccio così (ma senza l'aiuto di gordon)
il fatto è che sono i figli a creare il nostro approccio...
se tuo figlio su un argomento è ragionevole che bisogno c'è di imporre le cose?
nessuno
al contrario se non vuole sentir ragioni bisogna imporsi e basta fin tanto che non sarà in grado di capire da solo (allora ragioneremo)
certo il tentativo di mediare c'è sempre, ma a volte non funziona (come ben sai...)
poi ci sono pure dei bambini che sono troppo ragionevoli e creano genitori che criticano gli altri genitori che hanno troppo regole (secondo loro hahahah)