Mio figlio il "freak": cosa posso fare?

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

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emy wrote:Madda lo porti al parco giochi?
Lo porti dove ci sono altri bambini che non siano i ocmpagni di scuola?
Ottima l'idea del calcio, lì troverà nuovi spunti.
Sì. Lo porto al parco giochi.
E viviamo a cinque minuti dalla scuola, in una casa appena costruita piena di nuove famiglie con bambini della stessa età dei miei, molti suoi compagni di scuola o addirittura di classe.
Ma osservo anche in quei contesti di parco o cortile qualcosa di stonato, qualche esclusione. Inoltre per ragioni logistiche, poverino, ha pure l'handicap di avere appresso Federico. Che, se vogliamo, è più "normale" come bambino, senza contare che al malefico, onnipresente calcio Fede gioca meglio di lui :sticazzi: ed è più gradito nella formazione estemopranea delle squadre.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
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Solange wrote:ecco, appunto!

nel mio liceo ce n'era uno così e lo chiamavamo DIO ahahahah

da bambino era uno sfigato e è diventato dio, mica male no?
La compro ahahahaha!

PS: lascio una foto di Alex per chi non lo conosce :)
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Post by Rie »

Sheireh wrote:Probabilmente farai bene a cercare di avvicinarlo un po' nei limiti delle vostre scelte e voglie agli altri bambini (tipo il calcio), ma sono convinta che più di tanto nemmeno lui vorrà farlo, sai?
Non so proprio cosa dire su questo.
Credo che sia diviso fra la voglia di essere se stesso e la voglia di essere accettato...
La risposta su un problema specifico emerso ieri sera, ovvero il fatto che dorme con un coniglietto di pelouche ed è stato sfottuto per questo, la dice lunga: "mamma, dormirò sempre con il mio coniglietto, ma agli altri non andrò a raccontarlo".

Una cosa che se vogliamo mi fa sorridere, per la curiosa saggezza, ma mi dà un pizzico di preoccupazione e malinconia.

Nemmeno io ero, da bambina, omologata o omologabile.
Ma ricordo con chiarezza che NON ne soffrivo.
Perché ero, anche, una solitaria.
Alex invece vive il paradosso di non essere (troppo) omologabile ma di essere, a differenza di me, un bambino fortemente interessato a intrattenere rapporti sociali, a piacere, a essere l'anima della festa. Lo è sempre stato, con le femmine lo è ancora, ma con i maschi non ce la fa, e sento la sua frustrazione.
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