Si Fra, avevo capito male probabilmente.Franci71 wrote:
mi sono espressa male, ho usato delle parole sbagliate.
la intendo come dici tu!
non lasceresti mai andare tua figlia dove c'è del male no!?
è questo che intendevo!!
Ovvio che non la manderei mai in casa di chi so per certo le farebbe del male.
Ovvio anche che credo che questo percorso male non le possa fare.
Se non quel male, in certi momenti, fondamentale per crescere.
Ma appunto, quello è fondamentale per diventare l’Elisa che sarà da grande.
Queste parole mi piacciono, ti sei espressa benissimo.nove wrote:Io son credente e quando saranno più grandi li accompagnerò a Messa e gli insegnerò le cose in cui credo. Poi vedranno se le ritengono valide o no. Non ritengo una violenza educarli nel mio credo; i sacramenti non sono qualcosa che rimane addosso e che ti impedisce di essere poi quello che vuoi. Da grandi vedranno.
Tati, credo che le risposte su Dio, sul dolore, sulla morte e simili non ce le abbia nessuno. Nè i genitori, né i preti. Nessuno. Ci può essere una fiducia in qualcosa, ma è fiducia, non è sicurezza. Nessuno di noi credo sia capace di giustificare certe cose, specie quelle brutte, in modo razionale.
Tua figlia dovrà semplicemente, crescendo, trovare il suo percorso, la sua strada, che potrà essere simile alla tua o meno. L'importante è che tu gli stia vicina e che possa parlarne con te. Poi dipenderà da lei.
Lei avrà un suo percorso, deve trovarlo, deve viverlo, e io devo semplicemente starle accanto come meglio riesco.
È ovvio che se credessi ciecamente in tutto ciò che la Chiesa dice sarei la prima a parlarne con lei, ad accompagnarla con maggior forza e sicurezza, senza forse questi tentennamenti.
Ma ahimè non lo sono, e sia chiaro non è che voglio improvvisamente esserlo, non mi sento affatto pronta a credere ciecamente in Dio ne ad essere la miglior praticamente di questo mondo.


