Accompagnare i proprio figli nel percorso Cristiano...

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Moderator: Paola

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Ambra
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Post by Ambra »

io semplicemente sono atea e lascio ai miei figli la scelta di credere in quello
che gli pare e piace.
Non credo che li "accompagnerei" come fai tu addirittura cantando in chiesa..
tollerante si,fessa no..capisci?
Cioè,io innanzitutto mi sentirei ipocrita e non voglio che loro imparino da me l´ipocrisia.
Li accompagnerei fisicamente,ossia:vuoi andare in chiesa?
Ok,ti ci accompagno ma non sono io la persona competente in materia per spiegarti
qualcosa che non ho:la fede e la paura dell´ignoto.
Siccome ho un figlio piuttosto perspicace,quando mi arrivano le domande
"hot" io gli rigiro la domanda :TU cosa credi?

Mi sembra di capire che tu sia in una fase di confusione sul tuo credo,
quindi ti consiglio di parlarne liberamente con tua figlia..non devi "vregognarti" di
vacillare nella tua fede,perché credo che sia il sentimento più umano in termini
di religione.

Coraggio
Ambra(13/04/1978)
Jari(03/07/2003)Leni(04/06/2006)
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franziskova
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Post by franziskova »

caterina wrote:Ho risposto a Patty di là.
Per me è argomento spinoso.
Io credo e frequento.
Ho fatto anche la catechista.
Sinceramente trovo assurdi quei genitori che accompagnano i figli a messa alla domenica e li vengono a riprendere a messa finita.
Io credo che l'esempio che possiamo dare ai nostri figli sia la linfa vitale della famiglia.
D'altro canto però dovrei precluderti una esperienza?
Ma che poi...non è esperienza...non è che si va al luna park.
E' una cosa fondamentale, nella vita, avere fede.
Andare al catechismo è importante, comunione e cresima sono due sacramenti-fulcro.

Non so, ho le idee confuse.
e perchè mai? io non sono credente, non battezzerò Giorgio. se vorrà intraprendere un cammino cristiano non lo fermerò, ma non sarò io la figura che lo accompagnerà in questo cammino, gli sarei addirittura d'intralcio date le mie ferree convinzioni atee.
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Rie
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Post by Rie »

Ho già risposto a Patty, sono molto combattuta e incerta, perché è un cammino da cui mi sono allontanata tantissimo tempo fa, ma per lo spaventoso vuoto dell'assenza di fede che avverto con dolore, ho voluto provare a proporlo ad Alex.

Per ora non sta andando molto bene.

Ma se per voi invece va bene, tati, non trovo nulla di male nei genitori che accompagnano ma non riescono a camminare insieme sui sentieri della religione.
Stanno comunque offrendo un'opportunità.

A chi è cattolico e lo trova incoerente, dal punto di vista del buon pastore chiedo: solo perché non si può avere un nuovo cristiano "per osmosi" entro famiglia cristiana, è giusto che un bimbo che potrebbe esserlo, benché in modo meno diretto, non sia accolto dalla chiesa come gli altri, figli di praticanti, forse perdendo incontri di fede significativi? (che per lui, in "assenza" della famiglia, potrebbero esserlo più che per gli altri)
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag"
(David Grossman)
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