dipende anche dal libro è da come lo si "usa" io da piccola usavo spesso il libro per isolarmi.Rie wrote:Non so Lenina... un libro secondo me il cervello te lo fa lavorare di più, stimola riflessioni meno precostituite. Non inebetisce.
Se mio figlio (come ero per altro io da piccola) fosse un fanatico di libri, magari cercherei di "sedurlo" a fare una bella corsa nei prati o a uscire a giocare con gli amici (proprio come facevano i miei genitori) ma non temerei per il suo livello mentale, come per uno che si piazza davanti alla tv o davanti al percorso di pokemon.
E il distinguo non è la tecnologia.
Se Alex diventasse un fanatico di computer nel senso ATTIVO (uso di programmi di livello migliore, che so: decide che vuole imparare a disegnare con paint e l'effetto fascinazione è lì), come per il fanatico di libri, non sarei così angustiata.
Il distinguo è la creatività, e almeno in quel tipo di gioco che Alex ha, e che per altro è più evoluto del pac man dei nostri tempi, non ce n'è abbastanza. Ergo come genitore non gradisco che vi si dedichi oltremisura.
Ecco... se mai qualche gioco per nintendo più creativo potrei contemplarlo. Ma un altro gioco tipo questo, solo a piccole dosi, per carità!!
A volte magari guardavo la televisione attivamente (vedi ragionando dopo su cosa avevo visto e riprendendolo per i giochi) e il libro passivamente.
sicuramente se l'unica attività diventa il gioco dei pokemon non va bene.
ma se da quel gioco nasce magari una creatività, un ragionamento a posteriori (anche a gioco spento) significa che non è stato un qualcosa di non attivo.
Esempio stupido, ho sul telefonino un gioco idiota di quelli di puzzle e mattoncini.
Ero partita da punteggi da 100000 ora è poco se faccio 400000.
Sembrerò scema ma a volte ci ragiono anche mentre non ci gioco, pensando a come usare i jolly per riuscire a fare più punti quando ci giocherò (e spesso pensando "metodi" utili).
In fondo con un gioco idiota uso comunque la mente (gioco che ovviamente uso nei momenti "morti")

