Valentina71 wrote:...Tutto bene, finchè all'improvviso il bimbo comincia a far scene dicendo che in quella scuola lui non ci vuole andare, perchè non gli piace. Alla proposta di andare almeno a vederla, a conoscere le maestre oppone un deciso rifiuto e dice che si comporterà malissimo se verrà iscritto lì...
Stiamo parlando di scuola materna, giusto?
Primo anno, giusto?
Dunque il bimbo aveva 3 anni: ecco, se mia figlia di 3 anni "all'improvviso" comincia a fare scene, mi preoccuperei e cercherei di capire.
Poi, capito il perchè di un rifiuto, farei la mia scelta: che può anche essere quella di non legittimare quel rifiuto (se rifiuti la scuola perchè ci sono molti bambini extracomunitari io non ritengo sia un'inclinazione da rafforzare).
Non penso che arriverei a farmi licenziare per seguire le preferenze di mio figlio (mi spiace, nella vita a volte bisogna fare sacrifici e anche buon viso a cattiva sorte e mamma non può perdere il lavoro, dunque, pazienza, così è la vita: anche questo è un insegnamento, secondo me) ma non interrogarsi sul perchè dei comportamenti dei propri figli secondo me è segno di disinteresse.
Per cui, nell'esempio che tu citi, mi vien da dire che la mamma ha sbagliato perchè non ha badato a suo figlio e non perchè gli ha badato troppo.
Non so se riesco a spiegarmi, ma assecondare troppo i figli a volte (a volte, non sempre) è solo un modo di non far fatica.
Con ciò non significa che allora sia giusto non dargliela mai vinta (e, soprattutto, non sono d'accordo sul fatto che qualcuno debba averla "vinta")