chiccha wrote:Beh la macchina ad esempio dipende.
Se mio figlio dimostra di preferire una delle due macchine di famiglia mi chiedo in primis perchè e poi se posso lo accontento.
Non ignoro che abbia una preferenza ed è per me interessante capire il motivo e non sottovalutarlo, proprio come farei con un adulto.
In altro modo io non ci passerei sopra alla grande, perchè tanto è piccolo e non sa sicuramente scegliere o la sua scelta è un capriccio.
Quindi mi stai dicendo che cambieresti la macchina perchè tuo figlio
di 2 anni dice che non gli piace?????
E che un bambino di
un anno sceglie come vestirsi?
E che non manderesti tuo figlio in una scuola
che non ha neanche mai visto solo perchè ti dice che non gli va???
A me sembra che si confonda il disagio (che può derivare da una cattiva esperienza, ad es all'asilo o dal pediatra, e che di certo non si limita allo strillo momentaneo e al "non piace") con il tentativo più che legittimo di affermare la propria identità, che però a mio parere non va per forza assecondato, anche perchè non credo provochi traumi.i
Insomma, se possiedi un'utilitaria nuova e una station wagon nuova che però serve a tuo marito per lavoro, che fai? Vendi l'auto perchè a tuo figlio non piace? O pretendi che tuo marito si cerchi un lavoro impiegatizio sotto casa?
E come abbiamo fatto noi, di grazia, cresciuti con la crisi ptrolifera del '73, che spesso l'auto dovevamo lasciarla a casa (e spesso era un catorcio ereditato da qualche parente) a diventare grandi senza scossoni?
Io vorrei che mia figlia desse più peso alla sostanza che alla forma, e quest'inseguire delle pretese poco fondate non mi sembra vada i questa direzione.