mi è stato detto che i figli non devono vedere le nostre debolezze, e ne sono sempre stata abbastanza convinta anch'io. Sinceramente però, penso anche che debbano vedere che i loro genitori sono esseri umani come loro e possono avere periodi difficili. Vorrei spiegarmi con lui, troverò parole semplici e frasi brevi. Resta il fatto che facendogli un discorso mi impegno formalmente nei suoi confronti, è questa è una cosa "pesante".
Vivo in un contesto famigliare che non mi piace, ma che non posso per N motivi cambiare.
Perciò, come spesso succede nella vita, devo solo imparare a farmelo andare bene.
Sono combattuta sul fatto di riprendere la terapia, sono stanca di parlare in continuazione delle mie cose, e poi riparlarne all'infinito. Ma se poi io non riesco ad accettare le cose come sono, cosa cambia?
E' brutto avere davanti una rosa di possibilità, e non sapere cosa scegliere, quale è quella giusta.
ho bisogno di aiuto per il mio comportamento
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Gia' arrivare a rendersi conto della situazione e volevi porre rimedio e' un gran bel passo in avanti... hai fatto un bel lavoro di autoanalisi ragazza!
Ora devi solo capire come mettere in pratica operativamente le tue ottime intenzioni!
Su su che ce la farai!
Ora devi solo capire come mettere in pratica operativamente le tue ottime intenzioni!
Su su che ce la farai!
Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo.
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moon373
Ciao stellina!ghiaghia77 wrote:Ho letto bene tutte le vostre risposte, e poi ho riletto il mio post.
Effettivamente le cose che emergono sono tante: ho bisogno di maggiore organizzazione in casa a livello pratico, ho bisogno di prendere di più le cose come vengono, ho bisogno di non pretendere perfezione da me, ne tantomeno dai miei figli.
Caspita, non sono mica leggere queste cose.
Sono stata in terapia anni, l'ultima l'ho smessa i primi di gennaio. Onestamente, stò bene mentre vado, poi, tempo qualche mese, ritorno come prima. Cosa faccio? stò in terapia tutta la vita? e poi, a che pro? so bene quali sono i miei "problemi", li ho appena scritti sopra.
Il punto è che mettere in pratica la soluzione è un altro discorso.
Ho pensato di prendere anche qualche blando ansiolitico, giusto per rilassarmi un po', qualcosa di omeopatico. Non un farmaco. Cosa ne pensate? chiedo al mio medico?
ho intenzione anzitutto di parlare con mio figlio più grande e spiegare, per quanto possibile, che la mamma non è un mostro, e che la mamma VUOLE cambiare.
Mio marito lavora in proprio, non rientra prima delle 19.30, ma comunque mi aiuta, sparecchia, mette i piatti in lavastoviglie, riordina, mentre io lavo i bambini.
Se c'è da fare qualcosa che io non riesco a fare in casa, lui la fà.
Sono cresciuta in fretta e da sola, da quando avevo 13 anni, quando è nato mio fratello. Non avevano più tempo per seguirmi tanto, mio fratello era un po' problematico.
Ho impartato a fare da me, e credo che siano partite da li le manie di perfezionismo, e allo stesso tempo la depressione, per cui a 22 anni sono entrata in terapia.
Ho davvero bisogno di trovare una soluzione, vivo in una casa in mezzo ad altri parenti (di mio marito), mi sento gli occhi puntati addosso. Quando urlo e poi li incrocio, evitano il mio sguardo, penseranno che sono una pazza esaurita, non so.
Non lo faccio per loro e per quello che pensano, lo voglio fare per i miei bambini.
Non so da dove cominciare.
Ti parla una donna che ha seguito una psicoterapia per due anni, per motivi diversi, e che ne è uscita pulita!
Posso farti una domanda?
Hai sempre frequentato lo stesso medico?
Sai, gli approcci terapeutici variano da specialista a specialista e un certo iter può andar bene per me ma male per te.
C'è una mia conoscente che ha iniziato una terapia con una psicologa molto quotata dalle mia parti senza trovarne giovamento, poi ha lasciato ed ha provato con un altro meno conosciuto: bè, è riuscita ad uscire dal suo tunnel.
Intanto comincia da te: cosa vorresti cambiare?
Quali sono i momenti in cui sei più tranquilla?
Quali quelli in cui ti agiti?
Parti da quì e valuta se puoi nel tuo piccolo migliorare qualcosa.
Prova a cambiare psicologo: potrebbe anche essere che il vecchio non abbia saputo toccare i tasti giusti.....