Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.
ho letto solo il primo post perchè ho poco tempo, scusassero.
Però al di là del fatto che valori così materiali per me non sono belli, il fatto che tu dici che ora fai come fa sta qui di 23 anni, solo che hai 9 anni in più mi fa pensare che sarebbe ingiusto impedire a tua figlia di fare uguale a te.
Cioè se tu vesti firmato e pure lei vuole imitarti è scorretto dire, no guarda io sono donna e tu bambina quindi tu no. Il buon esempio parte dai genitori, quindi se non vuoi che tua figlia abbia come valori la borsetta da 500 euro non la comrpare nemmeno tu
Chloe83 wrote:No, vabbè, se la visione è questa, se ogni cosa che concerne l'aspetto, perfino il colore dei capelli, deve esser bollata come superficiale e antitetica allo sviluppo affettivo e intellettuale alzo davvero le mani, non c'è proprio piano di incontro.
Nella mia esperienza, e con la stessa fiducia di cui parli tu spero anche in quella di mia figlia, non c'è alcun bisogno di demonizzare "l'apparenza" (che poi per me è espressione di sè anche tramite l'esterno) per avere una buona sostanza. Davvero tutto un altro concetto.
losbanos wrote:ma sì, anche a me non sembra indicativa una tinta dei capelli inconsueta (e magari pure orrida, diciamolo), un piercing o un tatuaggio.
Fossero queste le cose che distinguono la vuotezza, farsi un'idea del prossimo sarebbe un compito troppo facile
Paola M. wrote:Io di questo non sono tanto convinta, o meglio, non sono convintissima che il limite vada commisurato in base SOLO alle proprie possibilità. Credo esista e debba esistere anche un senso di "pudore" sul lusso ostentato, proprio perché, guardandosi attorno c'è chi ha un limite indecente e circoscritto alla mera sopravvivenza.
Anche questo è essere solidali con chi ci circonda e non solo a parole.
E vi quoto a tutte e tre, il discorso andava ben al di là del colorare i capelli .
non ho letto l'evolversi di tutta la discussione
ma andando al sodo
il mondo si divide in due categorie principali
quelli che aspirano e possono soddisfare le aspirazioni
quelli che non aspirano e sono soddisfatti perchè è indifferente se possono o non possono
il casino è quando si è nel limbo del vorrei ma non posso
lì è un casino, perchè o le basi sono solide ma solide forte, oppure le chine prese possono essere molto molto impervie.
quindi io sono per il mettere in chiaro subito le cose
se si può si può
se non si può non si può ed è inutile far finta che si possa, meglio lavorare sul farci andare bene filosoficamente e praticamente l'alternativa del "non aspiro quindi se posso o non posso è indifferente", ma questo vale per tutta la famiglia e non solo per i figli, se mangio patate e cipolle è inutile che giri con la LV al braccio o il suv mercedes perchè voglio togliermi uno sfizio, in quella mercedes ci sarà sempre la fiatella del mio pane e cipolla e lo status va a farsi friggere