Ma in quanto famiglia non particolarmente abbiente (nemmeno disagiata, certo), il senso del limite è giusto che lo abbiano TUTTI. Chiaro e commisurato alle possibilità.
Nella mia famiglia d'origine, debbo dire, e questo era un difetto, mi è stato dato TROPPO largamente salvo poi farlo pesare "ah cosa non è stato fatto per te, e non ci hai ricompensati...".
Quello che gratuitamente e con affetto sarà nelle mie possibilità donare, invece, io donerò.
Il limite è - per lo più - oggettivo. Ciò che esula dal "per lo più" è il controllo del genitore del figlio minorenne, sul come usare le proprie possibilità di dono. Ad esempio (ma mai dire mai...) io e mio marito anche se tecnicamente potremo difficilmente regareremo un motorino, perché viviamo in un contesto urbano in cui non è penalizzante esserne privi, e perché siamo entrambi rimasti segnati dalla morte in motorino del figlio di una collega di mio marito, a 17 anni.
Invece, facendo finta di avere un figlio modaiolo, che ha piacere a ricevere capi firmati anziché svaligiare librerie come facevo io alla sua età, dopo aver espresso la mia opinione in tutta sincerità
Già adesso sono una che compra gormiti e draghetti in bustina a go go, ma se chiedono un regal-one, o due gormiti al giorno, dico NO. Spiegando che la richiesta è eccessiva o che è indispensabile attendere Natale/il compleanno per le cose più impegnative. Quello che vale per i piccoli in fatto di sfizi vale per i grandi. Io stessa un rossetto lo compro subito, il navigatore satellitare al compleanno.
Mi sembra che ci sia stata qualche tempo fa una discussione, in qualcosa affine, con Simo, che parlava dell'attesa, del conquistarsi le cose.
E' una sensibilità diversa rispetto a quella delle noimamme "regalose" di manica larga.
Trovo, in ogni caso, che meriti rispetto questa diversa sensibilità, espressa qui in termini più generali, e non penso proprio che renda un figlio meno felice, se nel diverso equilibrio scelto si mantengono dialogo e serenità da parte di tutti.


