A proposito di ragazzine.....

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Moderator: Paola

Gwen

Post by Gwen »

Cos73 wrote:ma questo è un conto e può avere un suo fondamento (e credo che cerchiamo di farlo tutti in un modo o nell'altro).
Il discorso sul figlio che non deve spendere per sé perché non lavora e perché i soldi sono tuoi ecc ecc... quello invece non lo capisco. Mi sembra davvero brutto far passare ai figli che ogni cosa che si dà loro è calata dall'alto e che loro di per sé non potrebbero avere nulla (se vuoi potresti espanderlo anche al cibo allora: "io mangio perché lavoro e guadagno e tu no", cos'ha di differente?) e tutto dipende dalla tua "magnanimità"... non corrisponde proprio alla mia idea di famiglia.
portato all'estremo sto discorso potrebbe far pensare a mio nonno che diceva ai figli "ringraziate che vi tengo in casa senza farvi pagare l'affitto" :occhiodibue:
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caterina
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Post by caterina »

Sto parlando di una cosa inutile e costosa.
Non di cibo.
Non di uno strumento musicale.
Non di un corso.

E chissà, magari il motorino glielo comprerò, anche se costerà 4mila euro, perchè magari i tempi saranno cambiati e userà così, oppure avrà amici lontani e ogni volta non mi andrà di accompagnarla.

Lungi da me essere un Dio ingiusto e punitore. Ripeto: nessuno con me è stato ingiusto e punitore.
Ho solo imparato a non abusare della bontà e della pazienza altrui, quello si.
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"Non ci sono estranei, qui. Solo amici che non abbiamo ancora incontrato" (Yeats)

Sto leggendo: Il circo dei vampiri
Chloe83

Post by Chloe83 »

caterina wrote:E comunque torniamo sempre lì.
Il messaggio che voglio far passare è che a tutto c'è un limite. Anche ora che è piccola non le compro qualcosa ogni volta che usciamo.
Lo so che ci sono correnti di pensiero, anche qui dentro, che pensano "perchè no?".

Beh, io la penso diversamente.
E anche se costasse un euro, per me è no.

Perchè si perde il significato del dono e si accumulano cose inutili e che dopo un pò perdono valore.

Ho la fortuna di avere un marito che la pensa come me, e comunque di essere in un contesto in cui tutti la pensano come me.
Anche su questo corrente di pensiero opposta. Il reiterarsi del dono (materiale e non) non lo banalizza, per me. Non compro a ogni uscita perchè non c'è ragione nè occasione, ma esaudire i desideri esaudibili mi sembra naturale... anche in questo non riconosco al negare per partito preso alcun valore.
L'unico caso in cui dò al dare un valore negativo è quando viene dato come ripiego (cosa invece di attenzione), come riempitivo antinoia o come bustarella (ti compro X se stai buono). E vale anche per il cibo. Queste sono per me le modalità che snaturano il significato del dare, non la sua frequenza.
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