però a seconda di come vieni cresciuto, è meno facile che ti faccia impazzire una borsa con la L e la V ad esempio... o una borsa in generale, che può anche essere semplicemente vissuta come oggetto per portare delle cose, meglio se carina secondo i propri canoni, ma senza arrivare a ritenerne una in particolare indispensabile o da impazzirelosbanos wrote:non so, non sono convinta completamente... io non ci vedo niente di male a comperarsi una bella borsa costosa, che proprio ci fa impazzire
A proposito di ragazzine.....
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losbanos
ma avere questi desideri e volerli esaudire è, in qualche modo, sbagliato?Cos73 wrote:però a seconda di come vieni cresciuto, è meno facile che ti faccia impazzire una borsa con la L e la V ad esempio... o una borsa in generale, che può anche essere semplicemente vissuta come oggetto per portare delle cose, meglio se carina secondo i propri canoni, ma senza arrivare a ritenerne una in particolare indispensabile o da impazzire
Per me no, assolutamente. Come detto, per me non deve diventare un'ossessione che travalica il buon senso e poter essere ampiamente supportato dal lato finanziario.
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Mammatitta
caterina wrote:In parte condivido ciò che ha scritto Irene, ma in parte non posso condividere l'assunto di base.
Io sono stata educata alla non dico frugalità, ma ad avere solo ciò che era strettamente necessario.
L'ostentare una marca, o una cosa costosa non era contemplata.
E non stavamo male economicamente. Semplicemente avevo due genitori che la pensavano così.
Complice anche il fatto che fossero loro stessi due scout e che io sia cresciuta in una atmosfera dove conta solo ciò che davvero serve e davvero è necessario.
Poi gli sfizi me li sono tolta e mi li hanno fatti togliere.
ma vissuti appunti come sfizi, non come "devo avere quella cosa di marca perchè mi serve e perchè non voglio una marca diversa".
E Set è cresciuto nella stessa identica maniera, con la differenza che la sua famiglia invece proprio non se la poteva permettere la marca.
E quindi ciò che io vorrei passasse è che l'ostentazione e che il "troppo" stroppia sia a 16 anni quanto a 40.
Questo naturalmente è il mio personale pensiero.
E ti quoto due volte, molte persone sembra che non riescano a vivere senza la marca , che senza quella borsa la loro esistenza diventi infausta e tremenda, quello che vorrei che le mie figlie capiscano è che la vita è bella anche con poco, che non è una borsa o un vestito particolare a rendere luminosa la nostra vita.caterina wrote:Il troppo è definito dalla famiglia, dall'educazione e dai valori.
Per i miei "troppo" era anche lo scooter.
"hai le gambe, pedala. quando non puoi pedalare, ti portiamo noi. lo scooter non ti serve".
Per me "troppo" è la marca a 15 anni.
A 15 anni della borsa costosa non te ne fai niente.
Come non me ne faccio io a 29, per carità.
E comunque ripeto, non sono crismi sacri, è solo il modo in cui la vedo io in questo momento della mia vita, che è anche il modo nel quale sono cresciuta e il modo che condivido appieno.