Un significato è un conto, un'anima è un altro e proprio eprché Proust ha avuto la generosità di condividere con i lettori quelle Madeleine nel suo tempo perduto che tu puoi gusatrne il ricordo, anche il raccontare i propri spostamenti dell'anima (che sono più privati delle mutande) è regalare, no?Chloe83 wrote:La madeleine di Proust era solo un biscotto?
Io la vedo come Ilaria, per me certi oggetti hanno un significato profondo, oltretutto non sono neppure strettamente miei, ne disporrà la nani come vorrà da grande.
Passare la propria roba ad altri
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Chloe83
Beh insomma, il piano del dono intellettuale è diverso.Paola M. wrote:Un significato è un conto, un'anima è un altro e proprio eprché Proust ha avuto la generosità di condividere con i lettori quelle Madeleine nel suo tempo perduto che tu puoi gusatrne il ricordo, anche il raccontare i propri spostamenti dell'anima (che sono più privati delle mutande) è regalare, no?
L'evocazione che suscitano certi oggetti, la loro "anima" parla solo a chi quegli oggetti li ha vissuti. La tutina del primo giorno della nani, quella del primo sorriso, dicono queste cose solo a me, e forse un giorno a lei a cui le racconterò. Dandole ad altri non condividerei l'anima di questi oggetti, lascerei che vengano ridipinti con un nuovo strato di ricordi, altrui, che si sovrapporrebbero ai nostri, come una mano di vernice nuova, finchè di strato in strato l'oggetto sarebbe così spersonalizzato da ridursi davvero solo ad una cosa, frusta e sfruttata. Per me è triste. Per cui esercito la libertà di conservare.