Mia sorella fino a 5 anni ha ciucciato. Il latte c'era ma poco. Per lei era più un contentino che un pasto, ma tant'è. Non credo sia cresciuta né meglio né peggio degli altri. Mangiava di tutto ma la tetta per lei rimaneva importante e mia madre (era la terza figlia, avuta in età abbastanza avanzata) l'ha sempre accontentata. Poi ha smesso da sola.
Io non credo che arriverò mai a questi estremi, però non succede niente di grave se fatto con naturalezza.
bimbo di 5 anni allattato al seno
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Chloe83
Valentina71 wrote:Leggendo alcune storie di allattamento prolungato ho finalmente capito... ciò che non avrei voluto, e che mi rende perplessa di fronte a situazioni come quella qui descritta!
Ebbene, non avrei mai voluto che il rapporto con mia figlia diventasse tutto seno-mediato, come alcune mamme hanno scritto altrove. Cioè, non voglio la tetta solo per nutrirmi. Se ho paura, chiedo tetta. Se mi annoio, chiedo tetta. Se mi faccio male (o mi fanno un'iniezione) chiedo tetta. Se devo addormentarmi, chiedo tetta.
In particolare mi colpì il racconto di una mamma che si era scoperta il seno in spiaggia perchè la figlia, già grandina, si era spaventata per i cavalloni. La tetta al vento, chissene. Ma pensai che avrei voluto essere in grado di calmarla in altri modi (come ovviamente faccio da tempo, non allattando più).
Ciò non toglie, ovviamente, che altre mamme abbiano una visione ben diversa dalla mia. Libera scelta e non giudicare!
Oddio, onestamente sì eh, della tetta al vento chissenefrega davvero, ma ti pare che in un mondo di calendari e culi nudi una si debba vergognare di offrire il seno alla figlia spaventata?
Io ad esempio ho purtroppo allattato pochissimo (non per scelta) e ho dovuto trovare altri modi di consolarla rincuorarla intrattenerla addormentarla... eppure, in buona parte sono surrogati della tetta, surrogati che ha scelto lei. Il ciuccio, che quando si addormenta posiziona sopra il capezzolo in posizione da allattamento, ad esempio. Il biberon d'acqua, che se si fa male o si spaventa viene a bersi (ormai se lo prende da sola) sempre in posizione allattamento. Non sarebbe stato meglio che avesse la soddisfazione "vera" della tetta, piuttosto che dei ripieghi?
Oltretutto che in nessun modo un rapporto può essere mediato solo dalla tetta. Le mamme che allattano non sono esonerate dal giocare, cantare, parlare... esattamente come le altre.
Per me la fine di un allattamento può non compromettere l'attaccamento, questo sì. Ma che crei un attaccamento di qualità "migliore" proprio no, secondo me, assolutissimamente no.
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Valentina71
Hai sicuramente ragione, infatti non è una questione di miglior qualità, solo di diversa qualità. E sta nella mia mente, questo è certo.Chloe83 wrote:Oddio, onestamente sì eh, della tetta al vento chissenefrega davvero, ma ti pare che in un mondo di calendari e culi nudi una si debba vergognare di offrire il seno alla figlia spaventata?
Io ad esempio ho purtroppo allattato pochissimo (non per scelta) e ho dovuto trovare altri modi di consolarla rincuorarla intrattenerla addormentarla... eppure, in buona parte sono surrogati della tetta, surrogati che ha scelto lei. Il ciuccio, che quando si addormenta posiziona sopra il capezzolo in posizione da allattamento, ad esempio. Il biberon d'acqua, che se si fa male o si spaventa viene a bersi (ormai se lo prende da sola) sempre in posizione allattamento. Non sarebbe stato meglio che avesse la soddisfazione "vera" della tetta, piuttosto che dei ripieghi?
Oltretutto che in nessun modo un rapporto può essere mediato solo dalla tetta. Le mamme che allattano non sono esonerate dal giocare, cantare, parlare... esattamente come le altre.
Per me la fine di un allattamento può non compromettere l'attaccamento, questo sì. Ma che crei un attaccamento di qualità "migliore" proprio no, secondo me, assolutissimamente no.
Di fatto, mia figlia ha iniziato a prendere surrogati del seno (uno solo in verità, il ciuccio) molto tempo dopo aver smesso di essere allattata, in corrispondenza dei primi denti. Neppure è mai stata una grande fan del biberon, tanto che ora lo accetta solo la mattina per il latte e la notte per l'acqua (durante la giornata vuole bicchiere, o al più, se siamo in giro, tazza con beccuccio).
Ma quando parlavo di poterla consolare diversamente non pensavo a un neonato, bensì a bambini più grandi (quella dell'episodio riferito aveva più di due anni). E' sicuramente un mio limite, ma preferisco che mia figlia quando si fa male o si spaventa mi chieda un bacio, o un massaggio, o di venire in braccio; se si annoia mi piace che venga a propormi un gioco o mi chieda di uscire.


