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luciacc wrote:Guarda io di sears ho letto tantissimo e spesso vado anche sul suo sito ( askdrsears ). Il libro determinante sul mio modo di essere mamma e' "attachment parenting" (purtroppo non so se sia tradotto in italiano).
Espreme i 7 concetti fondamentali secondo me dell'essere mamma: legame al momento della nascita, allattamento, "indossare" il bambino, cosleeping, credere nel pianto del bambino, equilibrio, e che il "tranining" e' pericoloso.
mi piace molto! mi fai un riassuntino dei punti che tanto l'inglese non lo so?
Cioè sui primi ci sono abbastanza, ma equilibrio in che senso?
E training inteso come addestramento, educazione forzata?
[CENTER]Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.
Ivano Fossati[/CENTER]
Beh, a dire il vero leggendo Gonzales ho provato tanto sollievo.
Ma il meglio sul dormire secondo me è scritto nel libro "Allatti Ancora" della LL.
In pratica dice "non permettere a nessuno di dirti come devi dermire tu e tuo figlio".
Questo mi piace perchè ognuno deve sentirsi libero di dormire come vuole senza sentirsi un genitore incompetente
Emma stellina! 12/02/2008
"...ti direi hai ancora voglia di nuotare in questo mare...(Litfiba)"
legame al momento della nascita: i primi momenti dopo la nascita sono importanti per formare un primo legame istintivo tra genitori e figli (genitori cioe' sia padre sia madre). Si parla dell'allattamento subito dopo il parto, del contatto pelle nuda con la mamma e il papa', del coosleeping in ospedale (o rooming in). Insomma un modo per mettere le basi del legame nel momento in cui il bambino ha piu' necessita' e la mamma e' piu' pronta a "nutrire" e rispondere ai bisogni per natura.
Ovviamente se per motivi medici questo non e' possibile, si puo' rimediare piu' avanti con tranquillita'.
Allattamento: beh ovviamente tutto cio' che riguarda l'allattamento a richiesta e prolungato finche' fa' piacere ad entrambi mamma e figlio.
Indossare il bambino: indossando il bambino in un carrier si risponde a tantissimi bisogni del bambino: bisongo di contatto fisico, bisogno di contatto visivo (il bambino e' ad altezza occhi e non altezza piedi come in un passeggino) bisongo di cibo (allattamento a richiesta appena il piccolo chiede) bisongo di imparare (il bambino passa piu' tempo in stato di tranquillita' e sveglio imparando mollto da cio' che il genitore fa') e anche si aiutano problemi come coliche o gas.
Cosleeping: I genitori sono genitori sia di giorno che di notte. Ne consegue quello che ho scritto nel post precedente.
Credere nel pianto: il pianto e' comunicazione di bisogno. Il genitore ha il dovere di imparare cosa il bambino cerca di comunicare. Il modo piu' facile per imparare e' tenere il bambino vicino e rispondere ai vari pianti con diversi tentativi (il primo e piu' facile e' sempre l'allattamento). Inoltre fa' notare che nel primo anno di vita le richieste del bambino sono dei suoi bisogni e quindi andrebbero soddisfatti il piu' possibile (con equilibrio come vedi dopo).
Equilibrio: nella famiglia non c'e' solo il bambino ma anche i genitori e per potersi occupare del loro bambino i genitori hanno bisogno di soddisfare anche i loro bisogni. L'equilibrio consiste nel capire quando dire si' al bambino, quando dire no al bambino e quando dire si a se stessi.
L'ultimo punto: critica il metodi del cry it out o dell'allttamento ad orario. Non rispondendo ai bisogni del proprio bambino a lungo termine gli si insegna che comunque i genitori non ascoltano o non credono nei loro problemi e c'e' il rischio che il bambino si chiuda e non comunichi piu' i suoi disagi.