Malato terminale
Moderator: Paola
- Alessia
- Ambasciatore

- Posts: 2920
- Joined: Fri Feb 05, 2010 11:35 am
:marika:
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
-
Marcella72
- Utente NM

- Posts: 7
- Joined: Tue Jul 20, 2010 2:45 pm
-
Claudiuccia
Ciao Marcella.
Io ho vissuto le stesse cose, due anni fa.
Il nostro calvario è durato 7 anni.
Mio padre è morto l'8 giugno del 2008 ed abbiamo scoperto la sua malattia nel novembre del 2001 (mieloma multiplo e linfoma).
Io ero molto legata a lui, abbiamo alle spalle una storia familiare particolare e siamo sempre stati complici, vicini ed uniti. Ero attaccata a lui in modo morboso, da togliere la serenità.
La differenza tra mio padre ed il tuo è che lui sapeva cosa aveva, i medici hanno sempre parlato chiaro.
Che dire?
Ho cercato di stargli vicino sempre. Lo vegliavo, lo vestivo, lo accudivo...ci sono stati alti e bassi, momenti felici ed altri meno tra i vari cicli di chemio, radioterapia, interventi.
Ma il chiodo nel cuore c'era sempre..non mi sentivo libera, avevo spesso incubi, piangevo, mi chiedevo come sarebbe stato e quando sarebbe accaduto...
Ad esser sincera questi 7 anni sono stati lunghi, ed io come forse tutte le figlie...credevo che mio padre sarebbe stato *immortale*.
Perchè lo vedevo rialzarsi sempre....a lui non è mai mancato il sorriso e la battuta pronta, neanche nella malattia.
Comprendo il senso di oppressione....gli ultimi mesi sono stati molto duri per noi, lui era a casa e non era più gestibile.
E' morto in ospedale....è stato cosciente fino alla fine, quando mi ha vista ha scritto due righe su una piccola agenda verde....sono stati i suoi saluti, dedicati solo a me.
Gli ho tenuto la mano sino alla fine.
Quella mattina, durante il rientro a casa, sentivo un grande senso di pace dentro.
Ero distrutta, ma so che non lo avrei più visto straziarsi a quel modo.
La sua consapevolezza ci ha forse aiutato un pò ad affrontare questa pesante situazione....ogni decisione veniva presa insieme, se andare avanti oppure no, gli eventuali effetti collaterali, ecc...quando cominciavano a cadergli i capelli ricordo che lo rasavo tutto e lui si divertiva un sacco....non credeva sarebbero ricresciuti...ed invece è proprio vero, ricrescono!!!!!
Lui con noi poteva sfogarsi, poteva riderci su....e noi facevamo esattamente lo stesso...piangevamo con lui quando ne sentivamo il bisogno e ridevamo quando era il momento....è stato un percorso fatto di emozioni....ed è stato possibile farlo insieme.
Diversamente, temo che non ce l'avrei fatta.
I primissimi tempi (ero piuttosto piccola, avevo 19 anni e la notizia mi ha sopraffatta letteralmente!) non facevo che piangere, soprattutto quando era tempo di ricovero e dovevo lasciarlo lì....non so fingere, non riuscivo a tenermi...e questa cosa non riesco a perdonarmela.
Cmq ci sono, se vuoi parlarne....
Mi dispiace davvero tanto.....ti mando un abbraccio carico d'affetto e coraggio.
Io ho vissuto le stesse cose, due anni fa.
Il nostro calvario è durato 7 anni.
Mio padre è morto l'8 giugno del 2008 ed abbiamo scoperto la sua malattia nel novembre del 2001 (mieloma multiplo e linfoma).
Io ero molto legata a lui, abbiamo alle spalle una storia familiare particolare e siamo sempre stati complici, vicini ed uniti. Ero attaccata a lui in modo morboso, da togliere la serenità.
La differenza tra mio padre ed il tuo è che lui sapeva cosa aveva, i medici hanno sempre parlato chiaro.
Che dire?
Ho cercato di stargli vicino sempre. Lo vegliavo, lo vestivo, lo accudivo...ci sono stati alti e bassi, momenti felici ed altri meno tra i vari cicli di chemio, radioterapia, interventi.
Ma il chiodo nel cuore c'era sempre..non mi sentivo libera, avevo spesso incubi, piangevo, mi chiedevo come sarebbe stato e quando sarebbe accaduto...
Ad esser sincera questi 7 anni sono stati lunghi, ed io come forse tutte le figlie...credevo che mio padre sarebbe stato *immortale*.
Perchè lo vedevo rialzarsi sempre....a lui non è mai mancato il sorriso e la battuta pronta, neanche nella malattia.
Comprendo il senso di oppressione....gli ultimi mesi sono stati molto duri per noi, lui era a casa e non era più gestibile.
E' morto in ospedale....è stato cosciente fino alla fine, quando mi ha vista ha scritto due righe su una piccola agenda verde....sono stati i suoi saluti, dedicati solo a me.
Gli ho tenuto la mano sino alla fine.
Quella mattina, durante il rientro a casa, sentivo un grande senso di pace dentro.
Ero distrutta, ma so che non lo avrei più visto straziarsi a quel modo.
La sua consapevolezza ci ha forse aiutato un pò ad affrontare questa pesante situazione....ogni decisione veniva presa insieme, se andare avanti oppure no, gli eventuali effetti collaterali, ecc...quando cominciavano a cadergli i capelli ricordo che lo rasavo tutto e lui si divertiva un sacco....non credeva sarebbero ricresciuti...ed invece è proprio vero, ricrescono!!!!!
Lui con noi poteva sfogarsi, poteva riderci su....e noi facevamo esattamente lo stesso...piangevamo con lui quando ne sentivamo il bisogno e ridevamo quando era il momento....è stato un percorso fatto di emozioni....ed è stato possibile farlo insieme.
Diversamente, temo che non ce l'avrei fatta.
I primissimi tempi (ero piuttosto piccola, avevo 19 anni e la notizia mi ha sopraffatta letteralmente!) non facevo che piangere, soprattutto quando era tempo di ricovero e dovevo lasciarlo lì....non so fingere, non riuscivo a tenermi...e questa cosa non riesco a perdonarmela.
Cmq ci sono, se vuoi parlarne....
Mi dispiace davvero tanto.....ti mando un abbraccio carico d'affetto e coraggio.