anche io le ho detto così, ma lei continuava a piangere lo stesso. Mai vista piangere così disperataevelina73 wrote:non te lo dire più!
anche Irene fa così, anche se glielo spiego. lei piange disperata. e quando torno, 30 secondi dopo, inizio a dirle "hai visto che la mamma è tornata, mica ti lascia qua la mamma, la mamma torna sempre a prendere Irene" e via così.
Prima o poi capirà che è questione di secondi.
Ansia da prestazione
Moderator: Paola
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Gwen
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Gwen wrote: :ahahaha:
Infatti ieri la prima cosa che ho fatto è stata prenderla e portarla fuori. Io e lei da sole, volutamente. Ho lasciato il papà a casa, me la sono voluta vedere da sola.
Siamo state io e lei, per due ore.
Ho preso il toro per le corna, penso che sia stata bene. A parte un piccolo casino che ho combinato (la avevo messa in macchina per tornare a casa, mi sono allontanata di 6 o 7 passi per buttare una carta in un cestino, pensavo che lei nemmeno si sarebbe accorta e invece è scoppiata in un pianto inconsolabile perchè dal finestrino mi vedeva allontanarsi, chissà che avrà pensato :occhiodibue: testa di cazzo che sono).
non succede niente se qualche volta tua figlia si mette a piangere, le loro frustrazioni dovranno manifestarle in qualche modo, ma questo non vuol dire che sei una testa di cazzo.
se lo sei lo sei per altri motivi :ahahaha:
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
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Gwen