ho comprato il libro di Gordon

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Silvia

Post by Silvia »

diciamo che se i genitori cercassero di migliorarsi il più possibile senza rinunciare a priori io avrei molti meno pazienti
















pertanto...

















bruciate gordooooooooooooonnnnnnnnnnnnnnnnnnnnn :ola:
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chiccha
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Post by chiccha »

Mammatitta wrote:Ma i corsi hanno un costo? Io avrei una consulente (non saprei come definirla) proprio vicino casa.
Si, e anche un botto se non ricorxo male, ma secondo me potrebbe essere un ottimo investimento per noi genitori, per will e per l'intera famiglia.
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[CENTER]<a href="http://lilypie.com/"><img src="http://lb3f.lilypie.com/f9KGp1.png" width="400" height="80" border="0" alt="Lilypie Third Birthday tickers" /></a>[/CENTER]

[CENTER]<a href="http://lilypie.com/"><img src="http://lbff.lilypie.com/Ydgdp2.png" width="400" height="80" border="0" alt="Lilypie Breastfeeding tickers" /></a>
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Io credo che tu debba dare la possibilità anche a Will di attraversare le onde senza avere troppa paura per lui.
Posso solo immaginare quanto sia difficile, soprattutto ora che hai appena partorito, accettare gli occhi spaesati di tuo figlio.
Ma è solo un momento, quegli occhi di oggi sono necessari a lui per riemergere dalle onde.
Più sicuro, sempre amato, e con un meraviglioso fratello.
Grazie Pinnagialla


"22"
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Polly
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Post by Polly »

Gordoniana a rapporto!!
O meglio mi piacerebbe esserlo efficacemente ma purtroppo la pratica supera la teoria e così.......
Tutto è cominciato seguendo il corso, tanti anni fa, illuminante e certamente molto più efficace della lettura perché è molto pratico e quindi lo consiglio vivamente.

Come ogni metodo ha i suoi limiti nel senso che non può essere applicato nella stessa maniera in ogni famiglia. Ognuno deve trovare la sua personale applicazione ma ASCOLTO ATTIVO e MESSAGGI IN PRIMA PERSONA sono davvero i due spunti migliori che avessi mai trovato frequentando corsi simili.

Ho imparato a comunicare con i miei figli in positivo, il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto per intenderci: “potrai vedere la TV appena finisci i compiti” e non più “NON vedi la tv finché NON finisci i compiti”.

Sembra un dettaglio ma fa la differenza. Ho imparato a valorizzare i punti di forza piuttosto che quelli negativi (e in adolescenza diventa fondamentale per l'autostima)

Il corso seguito e la lettura del libro mi hanno fatto capire quanto sia importante comunicare con i figli evitando le ‘Dodici risposte tipiche’: dare ordini, minacciare, fare prediche, consigliare, insegnare, giudicare, elogiare, ridicolizzare, interpretare, rassicurare, inquisire, minimizzare.
Questo genere di messaggi comunicano al figlio che i suoi sentimenti o i suoi bisogni non sono considerati importanti e il non sentirsi accettato, il temere il potere del genitore, possono provocare in lui sentimenti di risentimento o rabbia.
E non perché queste risposte siano negative ma lo diventano se non rispondono al bisogno del momento. Esempio pratico: mia figlia si vede cicciona e mi comunica questo suo malessere è chiaro che non lo è affatto ma dirle che è fissata, che non è vero in quel momento non corrisponde al suo bisogno che consiste semplicemente nell'accogliere il suo malessere del momento. Questo nostro sminuire la sua sofferenza farà in modo che la prossima volta non si confiderà più!
Questo non significa non dirle che non è cicciona significa rimandare le nostre considerazioni in un altro momento non in QUEL preciso istante in cui lei aveva solo bisogno di essere compresa.

E’ un metodo che ha come finalità quella di far diventare la famiglia uno spazio creativo e democratico.
Non si risolvono i problemi naturalmente, ma, adottando queste metodologie, migliora la comunicazione che è alla base di un dialogo sano e costruttivo che è una delle poche risorse che rimangono *a noi genitori per rimanere in contatto empatico con i nostri figli soprattutto quando sono adolescenti.
Da leggere e sperimentare sicuramente!!!
Paola, 5vm, per gli amici Polly

"....continuiamo così"
[RIGHT]Gianluca L.[/RIGHT]
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Il mio libro: Prima o poi Cresceranno
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