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ariannasissy wrote:Paola, noi abbiamo sempre parlato italiano,ma a me piace insegnare il dialetto ai topi , loro si divertono e si mostrano interessati ( per ora solo alcune paroline ) pur non riuscendo a pronunciarlo bene Il dialetto e' ricchezza culturale e storica e a me che sono amante di tradizioni popolari interessa molto Vuoi mettere , per esempio ,dire a un bambino ,"ciatu miu " con "tesoro mio "..... e' tutta un'altra cosa Ciatu miu=anima mia,cuore mio,amore mio
Ma infatti, se non sono i nonni, chi?
(io da Ale ho imparato funcetta in luogo di visino, mi piace di più)
Paola M. wrote:Io fare una distinzione tra un educatore e un nonno, così come tra una baby sitter e un nonno, non solo perché gli altri due sono stipendiati e quindi devono essere "professionali" nel loro interloquire col bambino, non solo perché gli altri due sono a tutti gli effetti "educatori" e in parte surrogati dei genitori, ma perchè il nonno HA UN SUO RUOLO all'interno della famiglia e non può definirsi semplice educatore.
Ad esempio a me scoccerebbe se la maestra o la baby sitter parlassero dialetto coi bambini e se lo fa la nonna non mi scoccia, perché fa parte del SUO vissuto il dialetto, della sua cultura, del suo passato, perché dovrei negarglielo?
questo lo quoto assolutamente
i nonni sono i nonni, sono altro dai genitori, sono altro dagli educatori, sono altro dagli zii.
Non c'è una figura surrogato dei nonni, e l'equipollenza nonno-educatore-babysitter non mi piace per niente
Boh, prima di tutto per me evitare che stia sola con un nonno non equivale a toglierlo, equivale solo a non metterla in sua completa balìa se non è il caso.
E poi, che vi devo dire, per me un nonno non è per forza una figura positiva in quanto nonno, comunque sia e qualunque cosa faccia.
E onestamente sticazzi che ti faccio usare mia figlia per redimerti.