Lupina wrote:
Ma poi io mi chiedevo: ma come mai i bambini vogliono stare sempre con noi? NOn sarà la loro natura a chiederlo? E' un bisogno di protezione campato in aria oppure avrà un fondamento razionale?
Gonzalez lo spiega antropologicamente, ed è meraviglioso vedere come la natura provvede all'autoconservazione anche in creaturine così piccole.
Secondo me tutta questa voglia di razionalizzare i comportamenti naturali del neonato andandogli contro con tutta la nostra forza di adulti genera solo dolore, sia nel piccolo che nella mamma "in natura" (ovvero quella parte di te che è rimasta ancora all'età della pietra e che si attiva col primo vagito dell'ominide) .
ho sentito racconti mistici sul parto:visioni,conversioni,fede ritrovata..
io ho provato la gioia di sentirmi animale e di sapere esattamente cosa fare lasciando affiorare il mio sentire più immediato.
e credo che molto abbia fatto il mio essere "sola" in quesi mesi,il non avere accanto il continuo ciacolare di esperti e parenti e riviste e tv
Soglia: oh, pensa che è, per due che si amano
logorare un po’ la propria soglia di casa già alquanto consunta,
anche loro, dopo dei tanti di prima,
e prima di quelli di dopo… leggermente.
Rainer Maria Rilke, Elegie Duinesi
Giovanni 9.12.2009 Aspetto una bambina da 35 settimane.
Lupina wrote:Questa è come la vedo io, eh.
Opinione personale.
Sette mesi fuori dall'utero materno sono ancora esogestazione piena.
E' come partorire un bambino di sette mesi: ha più bisogno di cure di uno nato a termine, quindi è logico che per affrontare un distacco adesso non sia del tutto pronto (sempre che si voglia credere a questa teoria, chiaramente), e che remi contro ogni tentativo di staccarlo da se'.
Ma poi io mi chiedevo: ma come mai i bambini vogliono stare sempre con noi? NOn sarà la loro natura a chiederlo? E' un bisogno di protezione campato in aria oppure avrà un fondamento razionale?
Gonzalez lo spiega antropologicamente, ed è meraviglioso vedere come la natura provvede all'autoconservazione anche in creaturine così piccole.
Secondo me tutta questa voglia di razionalizzare i comportamenti naturali del neonato andandogli contro con tutta la nostra forza di adulti genera solo dolore, sia nel piccolo che nella mamma "in natura" (ovvero quella parte di te che è rimasta ancora all'età della pietra e che si attiva col primo vagito dell'ominide) .
sì, condivido. però in me resta comunque questo combattimento interno che arriva inevitabilmente, col primo figlio a sei mesi, ora col secondo.
davide l'ho messo in cameretta a 6 mesi, mi sono alzata migliaia di volte per consolarlo, mi sono sempre fatta trovare ad ogni minima variazione di respiro. ed è andata bene, lo so che non ha sofferto.
mirco è stato in mezzo al lettone per la maggior parte del tempo per forza maggiore, non dorme nemmeno lì e per me è stato un sollievo averlo a portata di mano e di tetta. spesso nemmeno la tetta ha voluto, ma di dormire non se ne parla, nemmeno vicino a mamma sua.
e ora mi sono scocciata, lo amo e lo adoro con tutta me stessa, se capissi che è me che vuole lo terrei vicino, ma non è me che vuole, non solo per lo meno. mah... la penso come te, ma i fatti mi fanno cambiare un po' rotta.
penso che mio figlio con tutti i disturbi che ha avuto non ha mai preso un buon ritmo di sonno notturno e che ora siamo proprio in mezzo a una strada e la tetta non sta risolvendo i problemi.
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
veruz wrote:ho sentito racconti mistici sul parto:visioni,conversioni,fede ritrovata..
io ho provato la gioia di sentirmi animale e di sapere esattamente cosa fare lasciando affiorare il mio sentire più immediato.
e credo che molto abbia fatto il mio essere "sola" in quesi mesi,il non avere accanto il continuo ciacolare di esperti e parenti e riviste e tv
La mia compagna di banco delle medie è l'ostetrica che ha assistito alla nascita di Gregorio, ha lavorato per qualche anno in un ospedale piuttosto conosciuto in Toscana per l'attenzione verso il parto naturale. Mi faceva notare che le madri extracomunitarie, specie le africane e le nordafricane, hanno parti velocissimi in confronto ai nostri, e sono molto più libere di muoversi. IN definitiva, hanno più il controllo del loro parto rispetto a noi, sanno più come comportarsi, attaccano subito il bimbo in maniera corretta anche se sono primipare. Probabilmente a loro il corso preparto non serve.