Sono completamente d'accordo.. ancora non ne ho idea di come farò con mio figlio/a.. tendenzialmente sono rigida ma dovrò trovare dei compromessi con me stessa. Il tuo punto di vista, dalla "politica" di costruire sin da piccoli affinchè lo ritrovino da grande alla pratica dello sport, lo condivido in pieno e sarà, spero, il mio punto di partenza.Daria4ever wrote:Guarda direi che e' un po' prematura stabilire degli schemi su come saremo con i nostri figli e cosa gli permetteremo di fare e cosa no...Teoricamente anch'io dico: niente moto da strada, ma potro' un domani impedirglielo? Io costruisco adesso, cercando di guadagnarmi la loro fiducia e puntando sulla loro educazione con l'intento di dargli la MASSIMA LIBERTA' perche' se avranno la testa sapranno cosa sara' lecito fare e cosa no, e questo non si impone con dei divieti.
Un'altra cosa a cui tengo molto e' che si dedichino alla sport e spero che con il tempo diventi un loro punto fermo, perche' secondo me i ragazzi sportivi, che praticano attivita' motorie anche a livello agonistico, sviluppano un temperamento piu' forte e un'indole meno incline a fare cazzate e cercarsi pericoli fuori casa.
Quand'è che si esce la sera/si va in vacanza da soli ecc.?
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katialuca
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Sinceramente non ci ho mai pensato perchè di pippe mentali "attuali" già me ne faccio tante per quanto riguarda Samuele che farmene anche per un futuro che non mi è dato conoscere trovo sia inutile.
Ma son stata figlia.
Una figlia che ha goduto di grande libertà, anche grazie al fatto che le battaglie erano state già combattute da mia sorella maggiore.
Non ho mai approfittato della libertà concessami. Non ho mai voluto tradire la grande fiducia che i miei genitori avevano in me.
Questo loro lo sapevano bene ed erano certi che non avrei mai superato certi limiti.
Stupidaggini ne ho fatte ma di quelle che a pensarci oggi mi fanno ancora ridere e non pensare "quanto son stata stupida".
Io mi auguro solo questo: di poter un domani conoscere tanto bene mio figlio, quanto i miei conoscevano me, e comportarmi di conseguenza.
Ma son stata figlia.
Una figlia che ha goduto di grande libertà, anche grazie al fatto che le battaglie erano state già combattute da mia sorella maggiore.
Non ho mai approfittato della libertà concessami. Non ho mai voluto tradire la grande fiducia che i miei genitori avevano in me.
Questo loro lo sapevano bene ed erano certi che non avrei mai superato certi limiti.
Stupidaggini ne ho fatte ma di quelle che a pensarci oggi mi fanno ancora ridere e non pensare "quanto son stata stupida".
Io mi auguro solo questo: di poter un domani conoscere tanto bene mio figlio, quanto i miei conoscevano me, e comportarmi di conseguenza.