Ma insomma, io sono pure un po' egoista e se vado al ristorante non lo faccio solo in funzione di mio figlio e del suo divertimento. In quel caso, lo porterei al parco giochi o in piscina.
Lo faccio perché non ho voglia di cucinare, perché mi incontro con degli amici, perché ho voglia di provare un nuovo ristorante, perché sono stata invitata e mi fa piacere andarci... e, onestamente, non avrei voglia di dover stare fuori sul prato a giocare con mio figlio per la maggior parte del tempo, mi perderei la compagnia e male che vada anche lo scopo per cui sono uscita andrebbe a farsi benedire.
Per fare cose a misura di mio figlio scelgo altro, non vado fuori a mangiare
Le regole che dovrebbero essere scontate, e invece......
Moderator: Paola
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Ma infatti in parte sicuramente è così,lenina wrote:Io non riesco ad avere l'idea del bambino che si diverte "con niente"
Una volta forse era così.
ma siamo sicuri che le cose siano peggiorate?
C'è chi dice ormai i bimbi non sanno più divertirsi sono esigenti.
Forse è vero.
E se invece "una volta" i bimbi erano "rassegnati"
poi per carità anche saper aspettare un po', annoiarsi, stare in una situazione non proprio comoda e piacevole, è educativo
(e lo è, per il loro bene) ma ogni cosa a suo tempo: lo si può richiedere gradualmente man mano che crescono e ci arriveranno comunque, invece che di botto a uno-due anni!
questo non è significativo della capacità di accontentarsi e di star bene con poco, ad esempioNon mi pare che televisione, videogiochi, computer e abbondanza abbiano fatto enormi danni.
Anzi i bambini sono mediamente più svegli il QI medio sta aumentando.
non dico che facciano danni, ma che il fatto che siano più stimolati e più precoci non necessariamente si riflette sul loro benessere psiclogico da adulti
(è solo uno spunto di riflessione!)
guarda però io credo che sia possibilissimo che un bimbo, anche da solo, con poco lasci andare a fantasia, però chiaramente dipende anche dal bimbo e dai momenti (Irene alterna molto, in certi momenti vuole per forza una presenza adulta nei suoi giochi, in altri gioca per ore con due piedini scalzi, o una molletta, o tre cucchiai e una forchetta!)E comunque i bambini sanno divertirsi, pur essendo in molti sensi meno liberi (comunque vanno dove e se lo diciamo noi mente in campagna i bimbi erano molto più liberi eh)
Facile dire "con qualche
pezzo di legno e un prato noi ci facevamo un pomeriggio" ma quanti bimbi hanno queste cose (tanti altri bimbi, il prato a libero accesso e similari?)
I bambini sono esigenti è vero, ma secondo me lo sono sempre stati, cambia la vita e cambia il tipo di esigenze.
sono d'accordissimo
Però non credo davvero che un bimbo debba per forza divertirsi come noi pensiamo è lui che sa come divertirsi no?
Il gioco è un qualcosa che lo aiuta a divertirsi non un limite.
E portarsi in giro i giochi preferiti una "sicurezza" comunque.
Un modo per sapere che saranno tranquilli.
Infatti i bimbi amano avere il loro zainetto con le loro cose quando si va da qualche parte (anche se è solo una cena)
-
Gwen
Leni ma se la nana gioca con un bimbo solo per il fatto che c'è, e sì che non sarebbe ancora nemmeno nell'età in cui si gioca veramente insieme.lenina wrote:Io non riesco ad avere l'idea del bambino che si diverte "con niente"
Una volta forse era così.
ma siamo sicuri che le cose siano peggiorate?
C'è chi dice ormai i bimbi non sanno più divertirsi sono esigenti.
Forse è vero.
E se invece "una volta" i bimbi erano "rassegnati"
Non mi pare che televisione, videogiochi, computer e abbondanza abbiano fatto enormi danni.
Anzi i bambini sono mediamente più svegli il QI medio sta aumentando.
E comunque i bambini sanno divertirsi, pur essendo in molti sensi meno liberi (comunque vanno dove e se lo diciamo noi mente in campagna i bimbi erano molto più liberi eh)
Facile dire "con qualche pezzo di legno e un prato noi ci facevamo un pomeriggio" ma quanti bimbi hanno queste cose (tanti altri bimbi, il prato a libero accesso e similari?)
I bambini sono esigenti è vero, ma secondo me lo sono sempre stati, cambia la vita e cambia il tipo di esigenze.
Però non credo davvero che un bimbo debba per forza divertirsi come noi pensiamo è lui che sa come divertirsi no?
Il gioco è un qualcosa che lo aiuta a divertirsi non un limite.
E portarsi in giro i giochi preferiti una "sicurezza" comunque.
Un modo per sapere che saranno tranquilli.
Infatti i bimbi amano avere il loro zainetto con le loro cose quando si va da qualche parte (anche se è solo una cena)
Cioè per lei il divertimento E' l'altro bambino.
Rifletto pure sul fatto ad esempio che ad oggi è quasi scontato utilizzare nelle feste dei bambini animatori e simili.
Io ci avevo pure pensato ma poi mi sono rifiutata, e la festa di compleanno della nana è stata un successo con qualche gioco qua e là che comunque non è stata l'attrattiva principale.
I bambini si sono divertiti esattamente TRA DI LORO, dai 2 ai 7 anni.
E da piccola io non avevo bisogno di avere dei giochi per interagire con gli altri o divertirmi, i giochi ce li inventavamo ed eravamo entusiasti, altro che rassegnati.
Ora con questo non voglio dire che debbano essere tutti uguali e che quel che si faceva un tempo è bene solo perchè è vecchia abitudine (questa concezione di per sè mi fa rizzare i capelli), ma è per dire che sì, a volte il troppo toglie ai bambini la semplicità, il gusto di fare, disfare, creare, divertirsi anche senza "niente", dove NIENTE comprende pure la presenza di altri bambini. Cosa che dovrebbe essere stimolante mille volte di più di qualunque gioco all'ultima moda.
Va beh ma allora qui diventa un'esigenza dell'adulto, è tutt'altro discorso.losbanos wrote:Ma insomma, io sono pure un po' egoista e se vado al ristorante non lo faccio solo in funzione di mio figlio e del suo divertimento. In quel caso, lo porterei al parco giochi o in piscina.
Lo faccio perché non ho voglia di cucinare, perché mi incontro con degli amici, perché ho voglia di provare un nuovo ristorante, perché sono stata invitata e mi fa piacere andarci... e, onestamente, non avrei voglia di dover stare fuori sul prato a giocare con mio figlio per la maggior parte del tempo, mi perderei la compagnia e male che vada anche lo scopo per cui sono uscita andrebbe a farsi benedire.
Per fare cose a misura di mio figlio scelgo altro, non vado fuori a mangiare