lenina wrote:lella allora i bimbi DEVONO stare a tavola.
DEVONO divertirsi a stare a tavola anche al ristorante.
a me sembra una pretesta un po' grossa.
Ok il confronto.
Ma la supponenza di sapere che si sarà sempre in grado di portare i figli SOLO in posti dove si divertono mi sembra un discorso diverso.
Se gwen dicesse "a me non importa se si annoia io credo che a tavola i giochi non ci vogliano neanche al ristorante" saremmo con idee diverse.
Ma se gwen dice "mia figlia non avrà mai bisogno di giochi perchè io non la metterò mai in situazione tale da annoiarsi" sinceramente non vedo i margini di discussione
lenina wrote:secondo me è al livello di quello che tu hai scritto.
Se vogliamo discutere del fatto che sia giusto o no tenere giochi a tavola ne discutiamo.
Se tu ti metti sul piedistallo e decidi che tu sarai sempre in grado di non far annoiare tua figlia senza bisogno di giochi perchè sai scegliere le giuste situazioni io non vedo il margine di discussione
Lenina non ho detto questo.
Non capisco perchè tu la prenda così.
Io ho detto che creo dei presupposti attraverso i quali sperare che mia figlia non si annoi.
E sono presupposti che non decido IO ma che mi sono ispirati da lei, da cosa e chi le piace.
Quindi punto primo non c'è un'imposizione di quello che io decido che le piaccia, ma un ascolto di quello per cui lei esprime piacere.
E un tentativo di riproduzione di una serata piacevole per tutti.
Quello che tento di salvaguardare è il piacere nella novità, il piacere nello stare insieme, il piacere creativo.
Ci metto i presupposti, ci metto tutto il mio impegno, ci metto l'ascolto, cercando il più possibile di evitare il discorso gioco/videogioco portato da casa.
Io non sono sicura, ma ho buone speranze di riuscire ad adattarmi IO a mia figlia ogni volta, a seconda di quello che le piace.
E che cacchio penso di fare e ottenere con o per mia figlia non capisco che problema ti dia, non sto entrando nel merito di quello che fai tu a casa tua eh.