sì ma allora qual'è la soluzione?vinziana wrote:ma come si fa a decidere quali sono le mamme a rischio? appena inizi ad urlare al bambino, i tuoi familiari ti denunciano alla ASL e ti mandano il vigilantes a casa? :mumble:
io ho capito che qualcosa non andava quando un giorno (Riccardo aveva 2 mesi e qualcosa) ho iniziato a urlare a mia madre di prenderselo e portarlo via, che io non lo volevo più, che mi aveva rovinato la vita (e tacendo sulle considerazioni di come sarebbe stato facilissimo fargli del male). mia madre ha telefonato a mio marito, hanno cercato di calmarmi come hanno potuto..... e stop! sarà stato tabù, inadeguadezza, inesperienza, ma non ne hanno parlato più, o quasi, e io dopo 2 anni, finalmente mi sono decisa ad andare in cura da una psicologa.
quindi, se non ti prendono sul serio i tuoi familiari, come fa la ASL a decidere chi è da seguire e curare?
Sperare che le mamme con questi problemi si rendano conto da sole del rischio che corrono e ne escano senza far male a se stesse o al bambino?
Se, come dici tu, nemmeno i familiari a volte si accorgono o vogliono accorgersi almeno che ci siano degli accertamenti a tappeto da parte della asl.
Vigilante a parte si parla o no della possibilità di fare delle analisi e dei controlli con dei questionari per valutare lo stato delle donne incinta e/o dopo aver partorito?
Un'iniziativa del genere a me piacerebbe, pure se fosse imposta.
