Ti quoto in tutto Kia, anche perche' la dpp puo' durare parecchi mesi, se non anni.kia wrote:però gwen qui non si tratta di offrire alle mamme un aiuto ma di obbligarle ad avere in casa un estraneo per poter prevenire un evento - assolutamente terribile, non c'è dubbio - che putroppo non si può prevedere più di tanto, a mio parere.
In base a cosa si stabilisce se una puerpera affetta da depressione post partum sia davvero pericolosa per il proprio figlio? come si scelgono queste 1.000 madri a rischio?
insomma per poter obbligare qualcuno a sottoporsi a dei trattamenti sanitari, fosse anche solo la sorveglianza da parte di un estraneo, ci vogliono criteri più che attendibili, altrimenti diventa una sorta di vigilanza su una persona che soffre di un disturbo che colpisce appunto tantissime mamme, in forme più o meno gravi, ma che sfocia in tragedia (e per fortuna) in un numero molto basso di casi. Che, intendiamoci, per la gravità della cosa, sono anche troppi i casi di infanticidio, e quindi è giusto che la società cerchi di porre rimedio.
Ma non è costringendo le mamme alla vigilanza continua, che poi presupporrebbe l'aver sottoposto tutte le neomamme con sintomi di dpp a perizia psichiatrica anche contro la loro volontà, che si può risolvere il problema.
Occorrerebbe invece OFFRIRE strutture e servizi a cui rivolgersi spontaneamente; occorrerebbe SOSTENERE le famiglie in difficoltà; occorrerebbe FAVORIRE la conciliazione maternità/lavoro; occorrerebbe INFORMARE la gravida e/o la puerpera e le famiglie in maniera adeguata su come riconoscere ed eventualmente curare la dpp.
Non credo che serva costringere, tanto più che davvero è in pratica una soluzione totalmente impraticabile.
A questo punto si terrebbe il vigilantes per tutto quel tempo?
