Sheireh wrote:Io invece alcune non le ritengo affatto fondamentali, alcune non mi sono state imposte da bambina (e ritengo non abbiano fatto "danno") e alcune non le imporrò nemmeno ad Arianna.
La televisione mi sta benissimo accesa se permette in ogni modo di mangiare (al momento per esempio non possiamo perché Arianna non mangia più se è accesa), per fare conversazione ci sono anche altri momenti e comunque per noi la TV è sempre stata oggetto di conversazione (a casa mia si guardava il TG e si parlava di quello che si vedeva). Guardare la TV non è necessariamente passivo, anzi.
Il momento del gioco "stabilito" mi fa senso. Si gioca assieme quando si può o si ha voglia. Il momento capita sempre, e lo si fa volentieri, non per "imposizione".
I limiti per TV o computer mi hanno sempre dato l'idea di essere più nocivi che altro. Io ho sempre potuto autoregolamentarmi, e avere delle alternative valide per passare il tempo, rendendomi indipendente nelle mie scelte. Ho avuto il mio primo computer a 4 anni, nell'era in cui nessun bambino sapeva cosa fosse. Internet nel 1995.
Spero di potermi organizzare nella stessa maniera con Arianna. Credo che la base sia dare fiducia e saper far cogliere ai figli che anche loro possono avere fiducia in noi che gliela diamo.
Se adesso mi chiede di guardare la TV quando è stanca anche se non è il solito orario in cui gliela accendo, glielo concedo senza problemi, anche se significa fargliene vedere di più quel giorno. Magari il giorno dopo però usciamo di più.
Per quanto riguarda professori, al momento non commento, non ne ho idea, la scuola è troppo diversa ora da com'era venti o dieci anni fa. Quindi ci penserò a come sarà quando ci andrà.
Concordo invece con promesse e minacce mantenute, ma non fa parte solo dell'educazione dei figli, fa parte della lealtà nei confronti del prossimo.
Credo che ogni famiglia debba trovare le SUE regole in base alle necessità famigliari, dei genitori E dei bambini. Soprattutto in base al loro carattere.
Allora, ovviamente messe così sono un conto, vi spiego cosa io ritengo corretto di queste regole, ovviamente non le approvo se rigide e sterili.Cos73 wrote:tornando all'altra discussione, messa così la trovo davvero aberrante. L'OBBLIGO di fare conversazione... non so i vostri ma Irene racconta le cose quando le va e non certo in un momento prestabilito. Se avessimo solo il pasto, credo che sapei ben poco delle sue giornate.
Il fatto di stare a tavola (come dicevo anche di là, l'ho visto dopo il post), non vuol dire che se c'è qualcosa da vedere alla tv la tv non si accende, se c'è la partita sti cavoli della tavola, si mangia davanti alla tv, pure sul tappeto, ed è sempre un bel momento per stare insieme, commentando la partita o cose simili.
E non è che se la tv è spenta automaticamente c'è una conversazione sana, se la famiglia ha problemi di comunicazione li avrà pure a televisione spenta, ma di certo la tv non aiuta.
Non si tratta di obbligo, si tratta di un'abitudine SPONTANEA di raccontarsi la giornata, di vivere il momento dei pasti come un momento BELLO e atteso di conversazione, senza nulla togliere ad altri momenti comunque spontanei.
Voglio dire, si tratta di un'abitudine, ma magari voluta e attesa non imposta e come obbligo negativo.
Sarà che io, che da figlia di padre con cui la comunicazione non c'era mi accorgevo che la tv veniva vissuta come un sollievo perchè ti permetteva di passare il momento del pasto senza problemi.
Per quanto riguarda il momento del gioco stabilito io lo trovo stupendo.
OVVIAMENTE non si tratta certo dell'unico momento di gioco e nulla toglie a quelli giornalieri e/o spontanei.
E' un IN PIU' io lo avessi avuto da bambina ne sarei stata felice, avrei atteso la serata del gioco in famiglia come una cosa bella.
Ovviamente se una volta il martedì non si può fare si sposterà.
E anche per internet e la tv, io non me la sentirei davvero di non mettere filtri in tv e internet da piccolini, mica per mancanza di fiducia nel bimbo, ma per mancanza di fiducia nei contenuti.
E comunque basta vivere queste regolette in maniera umana e flessibile, mica come regola rigida imposta, è tutto adattato alle esigenze della famiglia singola.
Credo comunque che in generale siano regole che aiutano le famiglie con problemi, e comunque certi rituali se non imposti in maniera rigida secondo me fanno solo che bene.



