laicità e figli

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Paola
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Post by Paola »

franziskova wrote:a me sta cosa del "non praticante" proprio non mi ha mai fatta impazzire, mi è sempre sembrata una questione di comodo, poi dipende dall'argomentazione che porta una persona.

In alcuni casi poi scopro che alcune delle persone che si professa cattolico non praticante non condivide molte idee cattoliche.

Altri mi dicono di essere cattoliche, ma di non condividere le scelte della chiesa.

Mi chiedo: ma si può essere cattolici a metà? L'aderire ad un credo non implica il prendere tutto (ma tutto!) ciò che quella religione insegna? un cattolico può non essere contro l'aborto, il sesso prematrimoniale ecc?
Intanto facciamo una distinzione tra un CATTOLICO e un CRISTIANO, i CRISTIANI sono anche anglicani, ortodossi, protestanti (in cui si possono includere anche i valdesi) e altri (anche non riconosciuti come i mormoni o i testimoni di Geova), quindi dirsi CRISTIANO non vuol dire seguire il catechismo o le encicliche del Papa Cattolico, vuol dire rifarsi a Cristo e al suo messaggio.
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Cielilimpidi
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Post by Cielilimpidi »

franziskova wrote:..................

Sarà difficile spiegare determinati concetti come la morte, il bene e il male senza riferimenti religiosi specifici..
Non penso sia necessario fare specifico riferimento a Dio o al cielo per spiegare la morte. Io non ci credo all'aldilà, non credo alla ricompensa nel Regno dei Cieli, è una delle cose che mi hanno allontanato definitivamente dalla religione cattolica: anche io ho fatto tutta la trafila e poi a 30 e fischia anni ho deciso che proprio non ci credevo e ho preso atto di una distanza che alla fine c'é sempre stata con la religione ma che, per "abitudine" e forse per pigrizia, non ho mai affrontato. A mio figlio ho detto che non so cosa ci sia dopo, che a me lascia molto perplessa il principio fisico per cui nulla si distrugge completamente e quindi con la morte del corpo, una parte di energia (quella che forse noi chiamiamo anima) rimane e va non so bene dove. Poi mi sono avvicinata al buddismo e mi rendo conto che è un cammino lungo e personale. Ma a me conforta molto di più sapere che si torna sempre in questo mondo in altre vite successive, come onde sulla superficie del mare che si increspano, salgono e ridiscendono nel mare per poi riaffiorare di nuovo e di nuovo e di nuovo... E alla fine... chi si professa ateo e dice "non credo in Dio credo in me stesso" non è già ateo ma è più vicino al buddismo di quanto non creda.

Per quanto riguarda il bene e il male... non esistono! Siamo noi che abbiamo SEMPRE la possibilità di scegliere. E' un bell'alibi quello del demonio. In realtà è molto più difficile prendere coscienza che quando si fa qualcosa di sbagliato e di "cattivo" siamo stati NOI e NOI SOLTANTO. Se inizi a pensarla così è più difficile essere leggeri e fare le cose tanto per farle... ci rifletti di più perchè capisci che dipende solo da te.
franziskova wrote:i................. considerato il problema che ho io nell'affrontare il tema della morte, spero per lui che un giorno avrà il conforto di credere in un aldilà
Vedi sopra. Credo che la morte sia il motivo che sta alla base dell'esistenza delle varie religioni. E penso che il Cattolicesimo sia specialista nel mettere tanti bei paletti, nel cercare di controllare i propri seguaci grazie alla spada di damocle della morte e dell'aldilà. E invece la morte deve essere vista in maniera diversa, non come qualcosa di spaventoso. Io sono ancora lontana da questo ma mi sono allontanata dai famosissimi sensi di colpa che il Cattolicesimo sa infondere così bene e sento di avere infilato il sentiero giusto.
franziskova wrote:a me sta cosa del "non praticante" proprio non mi ha mai fatta impazzire, mi è sempre sembrata una questione di comodo, poi dipende dall'argomentazione che porta una persona.

In alcuni casi poi scopro che alcune delle persone che si professa cattolico non praticante non condivide molte idee cattoliche.

Altri mi dicono di essere cattoliche, ma di non condividere le scelte della chiesa.

Mi chiedo: ma si può essere cattolici a metà? L'aderire ad un credo non implica il prendere tutto (ma tutto!) ciò che quella religione insegna? un cattolico può non essere contro l'aborto, il sesso prematrimoniale ecc?
No, secondo me no. Ecco un altro dei motivi che mi hanno allontanato. O ci credi e allora pratichi e allora segui e allora accetti oppure no. Non ci sono mezze vie. La realtà, nella mia esperienza personale, è che la gran parte della gente fa i passi fondamentali "perchè si fa così". Mia madre non sa dirmi perchè dovrei battezzare Adriano ma insiste. Ed io, da divorziata, non credente e buddista, non ho nessuna intenzione di fare una cosa in maniera ipocrita perché se no si sente diverso, perchè tanto non gi cambia niente e via dicendo. Il mio compagno, poi, è proprio contro la Chiesa Cattolica e non crede. Ed io sono con lui. Che senso avrebbe?

Paola M. wrote:Io parlo di cristianesimo e non di cattolicesimo, parlo di vangelo e non di catechismo della CEI, credo che se una persona decidesse di aderire ai 10 comandamenti più all'undicesimo di Cristo, e in questo scommettesse per il sì, avrebbe solo da guadagnarci.
sono d'accordo. Grazie per la distinzione, in realtà non l'avevo mai esaminata a fondo la cosa. Non posso neanche definirmi cristiana, sinceramente. Perchè non credo affatto. Ma i 10 comandamenti sono un po' la base del vivere civile, a me Gesù come figura storica (e non come figlio di Dio in cui non credo) sta molto simpatico, mi piace. Era un fantastico rivoluzionario e probabilmente ha fatto girare le palle non poco ai potenti dell'epoca! Seguire la parola di Gesù alla fine non è così difficile e se lo facessimo tutti secondo me avremmo un mondo molto migliore. Che poi.. ama il tuo prossimo come te stesso... il buddismo è pratica per sé e per gli altri, senza quest'ultima non c'è buddismo. E' un po' la stessa cosa :)
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Post by lenina »

Paola M. wrote:Il Dio cristiano non parla di preservativi o meno, parla di amare il prossimo tuo come te stessa, e credo che sì, sia difficilissimo, ma non è di certo rinunciare a qualcosa.

ps. il dio cristiano dice anche che si devono accompagnare le persone felicemente alla morte, quindi tenerle in vita è una "distirsione" del messaggioc ristiano, tant'è che lo stesso woytila chiese di staccare le macchine che lo tenevano in vita perché era giunta l'ora di andare dal padre.
Vista dal punto di vista non cattolico in effetti è diversa.
Rimane il fatto ce credere se non si crede non è possibile
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)

http://franceefamiglia.com/



Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010



“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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