Chloe83 wrote:Boh, no, io la vedo come Robebè. Non me ne frega un accipicchia come crescevano trent'anni fa, non vedo tanti trentenni felici e equilibrati, non mi fa venir voglia di prendere ad esempio l'educazione "di una volta". Non credo chel'attenzione per l'infanzia sia troppa, anzi.
Io con mia figlia ho voglia di giocare, di divertirmi, di ridere insieme... se vado al mare è per fare questo, non per prendere il sole leggendo Novella 2000. Se vedo una mamma che ignora il figlio e lo rimbrotta per essere lasciata stare non tiro fuori buonismi vari, mi fa piacere di non fare lo stesso con mia figlia. Il mio ruolo non è di urlare sclerata, non è un gioco delle parti a cui voglio costringermi, non mi fa per nulla allegria quando lo vedo e non credo di doverlo mutuare, perchè se lo facessi perderei cos bellissime.
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credo che da un punto di vista dialettico non ci sia niente di meno convincente di questo
cioe' di dire io qualifico il tempo con mio figlio e mi sento un'eccezione.
Anche io qualifico il tempo con le mie figlie, ma mi sento nella norma.
E ritengo eccezione il contrario.
E' chiaro, mi rendo conto, che il mio ragionamento e' fortemente viziato dal mio vissuto.
IO ho una Mamma (lo scrivo volutamente con la M maiuscola) che per me rappresenta un modello impareggiabile.
Nessuna mamma diciamo "moderna", me compresa, puo' restituirmi un modello migliore del suo.
E non tanto perche' abbia sortito grandi effetti (peccherei di presunzione)
ma perche' siamo cresciuti consapevoli d'amore.
Ci siamo sentiti sempre amati e questo ci fa stare al mondo sicuri, stabili, forti.
Ora sembra il trionfo della retorica, ma onestamente questa certezza d'amore, mi piace pensare sia senza tempo
e soprattutto mi piace pensare che non passi ne' per i cucu', ne' tanto meno-ovvio- per le occhiataccie alla cassa del supermercato.
Proprio perche' passa per altro, lasceri che sia l'altro a fare di una mamma una -vera-mamma.