Chloe, penso che non ci capiamo... sul fatto di piangere ogni giorno in auto, immagino che nessuno debba farsi 5 ore di auto per andare dove deve, e fin lì ci siamo.Chloe83 wrote:Gli altri viaggiatori sono più importanti della salute di un figlio? :occhiodibue:
E poi qui non si sta parlando di mancare di rispetto a qualcuno, si sta parlando del pianto di un bambino, l'ultima cosa che mi preoccupa se mia figlia piange è l'imbarazzo verso gli altri viaggiatori, di cosa dovrei essere imbarazzata? Di aver messo al mondo una bambina, che si comporta da bambina? Dovrei vergognarmene al punto di spegnerla per il comodo altrui?
La concentrazione alla guida... ma su, allora se il bimbo piange ogni giorno in macchina, che si fa, lo si imbottisce di antistamico ogni giorno? Tutte le madri che conoscono guidano, cantano, intrattengono, se hanno più figli sedano liti sempre guidando... nessuna di loro dà ai figli una bella passata di gas prima di portarli al supermercato.
Io non parlo dei normali percorsi per portarli-prenderli dalla nonna, baby sitter, nido o quel che è. Parlo di trasferte molto lunghe che si fanno una tantum, penso 1-2 volte l'anno.
Lo stesso vale per i lunghi trasferimenti transoceanici in aereo, quando si fanno le traferte notturne. Io penso sì anche agli altri viaggiatori, adulti e bambini. Non potrei mai far urlare mio figlio ore e ore, permettere che disturbi una moltitudine di persone che sopportano già un certo disagio del viaggio.
Certe cose sono inevitabili, secondo me. Se avessi un bambino che al ristorante urla se tenuto seduto, vuole alzarsi e corre in giro importunando gli altri avventori non lo porterei.
Invece un viaggio potrebbe essere una vera necessità. Lo vedo un caso estremo, ma tant'è