losbanos wrote:Resto della mia opinione, seppure giudicata un'immane boiata.
Certo non si è obbligati a fare figli o ad andare in vacanza, ma ci sono persone che abitano molto lontane dalla casa dei genitori e sono, in un certo senso, costrette a fare lunghi trasferimenti. E viaggiare con un bambino che non fa altro che piangere per me sarebbe un problema molto serio, al pari di non dormire di notte (sia in auto, per ovvi problemi di concentrazione, sia in aereo perché, per me, sono importanti anche gli altri viaggiatori.
Gli altri viaggiatori sono più importanti della salute di un figlio? :occhiodibue:
E poi qui non si sta parlando di mancare di rispetto a qualcuno, si sta parlando del pianto di un bambino, l'ultima cosa che mi preoccupa se mia figlia piange è l'imbarazzo verso gli altri viaggiatori, di cosa dovrei essere imbarazzata? Di aver messo al mondo una bambina, che si comporta da bambina? Dovrei vergognarmene al punto di spegnerla per il comodo altrui?
La concentrazione alla guida... ma su, allora se il bimbo piange ogni giorno in macchina, che si fa, lo si imbottisce di antistamico ogni giorno? Tutte le madri che conoscono guidano, cantano, intrattengono, se hanno più figli sedano liti sempre guidando... nessuna di loro dà ai figli una bella passata di gas prima di portarli al supermercato.