lo sculaccione.

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silvia69
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Post by silvia69 »

Cielilimpidi wrote:Non ho mai fatto male a mio figlio grande ma quando faceva qualcosa che non andava dopo "n" volte che gli dicevo di non farlo facevo ovviamente finta di "picchiare" quella manina birbona che invece continuava a fare quella cosa. MIca per fargli male, no?





Mi hai fatto sorridere... un po' un controsenso, no? :giggle:

Guarda... io mi rendo conto che fare toc toc sulla manina o dare lo scappellotto che "scappa" (non mi piace l'idea di educare a suon di botte, non l'ho fatto e non lo farò, non è giusto) mi deriva dall'educazione ricevuta. Da un nonno che i suoi figli e la moglie li ha picchiati. Da un padre che, cresciuto a quel modo, a volte ha avuto una mano un po' pesante, è vero. Ma è stato e rimane un padre fantastico che amo immensamente e che non potrei desiderare migliore. Proprio perché da adulta ho scoperto tante cose della nostra famiglia ed ho capito e ci ho fatto "pace". Non con lui ma con le situazioni che sono state e che non possiamo ovviamente cambiare. Sono fardelli che ci portiamo dietro. E il mio compagno è bene o male nella stessa barca, figlio di un padre assente (per lavoro) e di una madre incapace di instaurare rapporti "sani" coni suoi figli ed ora che sono tutti e tre grandi, non sa più come comunicare dato che la sua strategia è sempre stata quella del "comando io" perchè sono la mamma e basta. Leggere questo topic mi ha fatto riflettere :) anche se lo faccio già da tempo perchè il mio compagno ha lo scappellotto più facile, fosse per lui una sberla risolverebbe tutto. Ma non è così, non gli trasmetti niente se non che DEVE OBBEDIRE se no se ne prende un'altra. Invece io voglio che capisca PERCHE' quella cosa non va fatta o va fatta in un certo modo. Che non la faccia o la faccia per forza senza capire cosa ci sta dietro a cosa serve?

Però... ci sono poi i casi limite. Oggi sul giornale c'era la notizia del 14enne che quando il padre gli ha detto per l'ennesima volta di spegnere la play ha iniziato a dare testate nel muro e si è fatto venire la crisi isterica. Premetto che penso che l'educazione sia un percorso quindi a quell'età ci si arriva con un bagaglio fatto di esperienza di 14 anni, no? Perciò se fino a ieri non hai mai guardato l'orologio e tuo figlio ha sempre giocato alla play a qualsiasi ora per quanto tempo voleva, ora non puoi di botto fare il preciso sugli orari... e così per tutto. Ma la prima cosa che ho pensato è stata che a me non sarebbe MAI venuto in mente di fare una scenata simile perchè innanzitutto mio padre avrebbe preso la play (e qualsiasi altro aggeggio elettronico) e l'avrebbe spaccato contro il muro seduta stante. Mi avrebbe proibito di possederne a tempo indeterminato. E mi avrebbe assestato due schiaffi secchi. Avrebbe fatto male? Così, su due piedi, mi viene da dire di no. Eccheccavolo. Poi.. ovvio, ci penso e dico che bisogna parlare, comunicare, fare capire... non sono banalità, ci credo fermamente. Ma se vado indietro nel tempo mi ricordo che certe cavolate non le ho mai fatte perchè sapevo perfettamente che mio padre mi avrebbe tagliato i viveri, mi avrebbe limitato di molto (ed io ero molto libera da ragazzina, mai stata incatenata in casa!) ed avrei perso i miei privilegi. I miei genitori sono sempre stati un grosso deterrente, io temevo un po' le loro possibili reazioni. Ma, incredibile..... sapevo che se avessi fatto una cazzata loro ci sarebbero stati SEMPRE. Sono sempre stati un grosso punto fermo nella mia vita e lo sono ancora. Come abbiano fatto non lo so ma ci sono riusciti. Anche con qualche schiaffo.

Scusate l'OT ma questo topic mi ha fatto riflettere, ve l'ho detto.

:)
La penso esattamente come te, certo gli schiaffoni non saranno educativi, ed è sempre meglio cercare di far capire il perchè del no, ma se in casi disperati, uno schiaffone sul sedere penso ci stia bene , poi ve lo saprò dire meglio più in la ora Dani ha solo 6 mesi e mezzo e me lo godo tutto un abbraccio ciao :tettonaesaurita:
Daniele nato il 12/11/2009...sei il mio angelo....ti amo..

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<a href="http://lilypie.com/"><img src="http://lb2f.lilypie.com/uGzmp2.png" width="400" height="80" border="0" alt="Lilypie Second Birthday tickers" /></a>


Poi arrivò il mattino,
e col mattino un angelo
e quell'angelo eri tu.
Con due spalle da uccellino
in un vestito troppo piccolo
e con gli occhi ancora blu"[/B]
Chloe83

Post by Chloe83 »

Cielilimpidi wrote: Però... ci sono poi i casi limite. Oggi sul giornale c'era la notizia del 14enne che quando il padre gli ha detto per l'ennesima volta di spegnere la play ha iniziato a dare testate nel muro e si è fatto venire la crisi isterica. Premetto che penso che l'educazione sia un percorso quindi a quell'età ci si arriva con un bagaglio fatto di esperienza di 14 anni, no? Perciò se fino a ieri non hai mai guardato l'orologio e tuo figlio ha sempre giocato alla play a qualsiasi ora per quanto tempo voleva, ora non puoi di botto fare il preciso sugli orari... e così per tutto. Ma la prima cosa che ho pensato è stata che a me non sarebbe MAI venuto in mente di fare una scenata simile perchè innanzitutto mio padre avrebbe preso la play (e qualsiasi altro aggeggio elettronico) e l'avrebbe spaccato contro il muro seduta stante. Mi avrebbe proibito di possederne a tempo indeterminato. E mi avrebbe assestato due schiaffi secchi. Avrebbe fatto male? Così, su due piedi, mi viene da dire di no. Eccheccavolo. Poi.. ovvio, ci penso e dico che bisogna parlare, comunicare, fare capire... non sono banalità, ci credo fermamente. Ma se vado indietro nel tempo mi ricordo che certe cavolate non le ho mai fatte perchè sapevo perfettamente che mio padre mi avrebbe tagliato i viveri, mi avrebbe limitato di molto (ed io ero molto libera da ragazzina, mai stata incatenata in casa!) ed avrei perso i miei privilegi. I miei genitori sono sempre stati un grosso deterrente, io temevo un po' le loro possibili reazioni. Ma, incredibile..... sapevo che se avessi fatto una cazzata loro ci sarebbero stati SEMPRE. Sono sempre stati un grosso punto fermo nella mia vita e lo sono ancora. Come abbiano fatto non lo so ma ci sono riusciti. Anche con qualche schiaffo.

Scusate l'OT ma questo topic mi ha fatto riflettere, ve l'ho detto.

:)
Ma prima di tutto io non condivido assolutamente la visione della crisi isterica come "capriccio", "commedia", come cosa che "ci si fa venire per fare scena". Un ragazzino che ha crisi isteriche, a maggior ragione se le ha come reazione spropositata a una contrarietà minima, ha un problema. Potrebbe avere grandi difficoltà di inserimento nella vita "reale" e per questo aver sviluppato un attaccamento parossistico al gioco virtuale, ad esempio. Quale che sia il problema certo non si risolve a suon di schiaffi, o sequestrandogli la play, o fracassandogliela. Nell'eliminazione del comportamento indesiderato per il terrore delle conseguenze io non ci credo. Arriverà un momento in cui non avrà più motivo di temere conseguenze e ritorsioni genitoriali. O, peggio, diventerà una persona sottomessa all'autorità, incapace di trovare in se stessa delle regole. Per me i problemi, invece di essere liquidati e repressi con la "disciplina" vecchio stampo, andrebbero affrontati.
Gwen

Post by Gwen »

Chloe83 wrote:Ma prima di tutto io non condivido assolutamente la visione della crisi isterica come "capriccio", "commedia", come cosa che "ci si fa venire per fare scena". Un ragazzino che ha crisi isteriche, a maggior ragione se le ha come reazione spropositata a una contrarietà minima, ha un problema. Potrebbe avere grandi difficoltà di inserimento nella vita "reale" e per questo aver sviluppato un attaccamento parossistico al gioco virtuale, ad esempio. Quale che sia il problema certo non si risolve a suon di schiaffi, o sequestrandogli la play, o fracassandogliela. Nell'eliminazione del comportamento indesiderato per il terrore delle conseguenze io non ci credo. Arriverà un momento in cui non avrà più motivo di temere conseguenze e ritorsioni genitoriali. O, peggio, diventerà una persona sottomessa all'autorità, incapace di trovare in se stessa delle regole. Per me i problemi, invece di essere liquidati e repressi con la "disciplina" vecchio stampo, andrebbero affrontati.
Quoto.
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