lo sculaccione.

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Cielilimpidi
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Post by Cielilimpidi »

Paola M. wrote:Che è toc toc alla manina? gliele bussi?
Non ho mai fatto male a mio figlio grande ma quando faceva qualcosa che non andava dopo "n" volte che gli dicevo di non farlo facevo ovviamente finta di "picchiare" quella manina birbona che invece continuava a fare quella cosa. MIca per fargli male, no?


Manuelina wrote:............. Massacrerei io quel genitore. ..................................
Qual è il fine pedagogico della sculacciata o delle botte o dell'umiliazione??? Qual è???
Mi hai fatto sorridere... un po' un controsenso, no? :giggle:

Guarda... io mi rendo conto che fare toc toc sulla manina o dare lo scappellotto che "scappa" (non mi piace l'idea di educare a suon di botte, non l'ho fatto e non lo farò, non è giusto) mi deriva dall'educazione ricevuta. Da un nonno che i suoi figli e la moglie li ha picchiati. Da un padre che, cresciuto a quel modo, a volte ha avuto una mano un po' pesante, è vero. Ma è stato e rimane un padre fantastico che amo immensamente e che non potrei desiderare migliore. Proprio perché da adulta ho scoperto tante cose della nostra famiglia ed ho capito e ci ho fatto "pace". Non con lui ma con le situazioni che sono state e che non possiamo ovviamente cambiare. Sono fardelli che ci portiamo dietro. E il mio compagno è bene o male nella stessa barca, figlio di un padre assente (per lavoro) e di una madre incapace di instaurare rapporti "sani" coni suoi figli ed ora che sono tutti e tre grandi, non sa più come comunicare dato che la sua strategia è sempre stata quella del "comando io" perchè sono la mamma e basta. Leggere questo topic mi ha fatto riflettere :) anche se lo faccio già da tempo perchè il mio compagno ha lo scappellotto più facile, fosse per lui una sberla risolverebbe tutto. Ma non è così, non gli trasmetti niente se non che DEVE OBBEDIRE se no se ne prende un'altra. Invece io voglio che capisca PERCHE' quella cosa non va fatta o va fatta in un certo modo. Che non la faccia o la faccia per forza senza capire cosa ci sta dietro a cosa serve?

Però... ci sono poi i casi limite. Oggi sul giornale c'era la notizia del 14enne che quando il padre gli ha detto per l'ennesima volta di spegnere la play ha iniziato a dare testate nel muro e si è fatto venire la crisi isterica. Premetto che penso che l'educazione sia un percorso quindi a quell'età ci si arriva con un bagaglio fatto di esperienza di 14 anni, no? Perciò se fino a ieri non hai mai guardato l'orologio e tuo figlio ha sempre giocato alla play a qualsiasi ora per quanto tempo voleva, ora non puoi di botto fare il preciso sugli orari... e così per tutto. Ma la prima cosa che ho pensato è stata che a me non sarebbe MAI venuto in mente di fare una scenata simile perchè innanzitutto mio padre avrebbe preso la play (e qualsiasi altro aggeggio elettronico) e l'avrebbe spaccato contro il muro seduta stante. Mi avrebbe proibito di possederne a tempo indeterminato. E mi avrebbe assestato due schiaffi secchi. Avrebbe fatto male? Così, su due piedi, mi viene da dire di no. Eccheccavolo. Poi.. ovvio, ci penso e dico che bisogna parlare, comunicare, fare capire... non sono banalità, ci credo fermamente. Ma se vado indietro nel tempo mi ricordo che certe cavolate non le ho mai fatte perchè sapevo perfettamente che mio padre mi avrebbe tagliato i viveri, mi avrebbe limitato di molto (ed io ero molto libera da ragazzina, mai stata incatenata in casa!) ed avrei perso i miei privilegi. I miei genitori sono sempre stati un grosso deterrente, io temevo un po' le loro possibili reazioni. Ma, incredibile..... sapevo che se avessi fatto una cazzata loro ci sarebbero stati SEMPRE. Sono sempre stati un grosso punto fermo nella mia vita e lo sono ancora. Come abbiano fatto non lo so ma ci sono riusciti. Anche con qualche schiaffo.

Scusate l'OT ma questo topic mi ha fatto riflettere, ve l'ho detto.

:)
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ilfo

Post by ilfo »

io ho avuto il periodo in cui l'elfo andava a smanazzare tutto ciò che non doveva smanazzare.
Inizialmente dopo vari no non ascoltati mi veniva da dargli la bottarella sulla manina. Ma lui ci rimaneva male, piangeva (anche se non gli facevo male, evidentemente la mia faccia con gli occhiacci faceva effetto insieme alla bottarella) e la volta dopo non si ricordava di non dover toccare perchè la mia spiegazione era stata sorpassata dal dolore della sgridata con botta.
Quindi metodo inutile.
Finchè non capiva molto i miei no, oltre che ripeterli all'inifinito facevo in modo di sistemare la casa per allontanare i pericoli. Ho adattato la casa a lui, in modo che potesse toccare tutto senza problemi.

L'altra sera stava ciucciando la tetta e m'ha cacciato un morso fortissimo, volontario (non per sbaglio come capita a volte, proprio mi caccia il morso e mi guarda per vedere come reagisco) e dal dolore non ho ragionato e gli ho cacciato uno schiffone sulla coscia.
Fortuna che non mi ha cagato granchè.

Ma questa non era una botta educativa, era una botta di sfogo. La botta educativa non esiste, è chiarissimo.
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Cosetta
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Post by Cosetta »

Cielilimpidi wrote:
Però... ci sono poi i casi limite. Oggi sul giornale c'era la notizia del 14enne che quando il padre gli ha detto per l'ennesima volta di spegnere la play ha iniziato a dare testate nel muro e si è fatto venire la crisi isterica. Premetto che penso che l'educazione sia un percorso quindi a quell'età ci si arriva con un bagaglio fatto di esperienza di 14 anni, no? Perciò se fino a ieri non hai mai guardato l'orologio e tuo figlio ha sempre giocato alla play a qualsiasi ora per quanto tempo voleva, ora non puoi di botto fare il preciso sugli orari... e così per tutto. Ma la prima cosa che ho pensato è stata che a me non sarebbe MAI venuto in mente di fare una scenata simile perchè innanzitutto mio padre avrebbe preso la play (e qualsiasi altro aggeggio elettronico) e l'avrebbe spaccato contro il muro seduta stante. Mi avrebbe proibito di possederne a tempo indeterminato. E mi avrebbe assestato due schiaffi secchi. Avrebbe fatto male? Così, su due piedi, mi viene da dire di no. Eccheccavolo. Poi.. ovvio, ci penso e dico che bisogna parlare, comunicare, fare capire... non sono banalità, ci credo fermamente. Ma se vado indietro nel tempo mi ricordo che certe cavolate non le ho mai fatte perchè sapevo perfettamente che mio padre mi avrebbe tagliato i viveri, mi avrebbe limitato di molto (ed io ero molto libera da ragazzina, mai stata incatenata in casa!) ed avrei perso i miei privilegi. I miei genitori sono sempre stati un grosso deterrente, io temevo un po' le loro possibili reazioni. Ma, incredibile..... sapevo che se avessi fatto una cazzata loro ci sarebbero stati SEMPRE. Sono sempre stati un grosso punto fermo nella mia vita e lo sono ancora. Come abbiano fatto non lo so ma ci sono riusciti. Anche con qualche schiaffo.

:)
Però scusa, la fermezza è una cosa e le botte un'altra.
Bisognerebbe sapere tutto, magari è un bimb/ragazzo che ha problemi di questo tipo anche se non sono mai stati affrontati, perché non è raro che i genitori non affrontino problemi al limite della normalità per vergogna e per non doversi sentire responsabili, comunque una tale scena isterica sembra derivare da una mancanza di abitudine ai limiti, cme dici tu, che però non si accompagnano necessariamente alle botte. Sono due cose diverse.
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