Rie wrote:Onestamente, "fermare" il bambino per cinque minuti (di più non è il caso) a pensare su una cosa brutta non mi sembra umiliante.
Lo fanno all'asilo, lo faccio io.
Se mai, ALTRI tipi di punizione, che pure uso, sono meno belli (niente acquisti di animaletti/draghi et similia, o niente caramelle, per un tot di tempo), ma in genere arrivano dopo che tutto il resto, discorso pacato, rimprovero, incoraggiamento, non ha funzionato.
O dove la gravità del fatto sembra a noi genitori davvero estrema, e riteniamo opportuno sottolinearlo.
Sul "mettere a pensare" sono convinta che sia un buon sistema.
Sul punire per privazione, invece, sono dispiaciuta, non mi esalta, ma a volte nella nostra famiglia sembra proprio l'unico modo per insegnare che i comportamenti negativi vanno evitati, e se comunque vengono posti in atto hanno delle conseguenze.
Dopodiché, se a te riesce/riusciva di ottenere educazione e correttezza in altro modo, meglio così! :ok:
PURTROPPO ho usato anch'io il deprecabile metodo del "fila in camera tua".
ma analizzando gli effetti prodotti nel tempo, non credo sia un buon metodo educativo:
Leggo spesso tante di voi che non hanno elaborato al meglio, una comunicazione produttiva con la famiglia di origine, il che dimostra l'inutilità dei metodi educativi perpetrati dalla mia generazione.
Venivamo fuori dal "bastone e carote (come se fossimo conigli eheheh)", e siamo finiti nei sistemi educativi di Spock, che dopo 10 anni ha ripubblicato dei libri in cui ritrattava tutto ciò che aveva scritto nei primi libri.
come educatori, eravamo molto confusi, ma voi oggi avete 3 condizioni per svolgere il compito di educatori, in maniera ottimale:
1) i bimbi hanno più voce e maggior consapevolezza.
2) le esperienze spesso fallimentari dei vostri genitori. affettivamente molto amati, ma raramente condivisi, dovrebbero costituire una fonte a cui attingere.
3) il confronto allargato. Il nostro si limitava ad una piccola cerchia di amici e parenti. voi avete a disposizione possibilità di gran lunga maggiori.
comunque non volevo apparire critica, mi rendo conto che se oggi è tutto più chiaro, è comunque anche molto più difficile, visti gli input più svariati, che un bimbo riceve dal mondo esterno.