Ok, mi scuso per il "folle" che sicuramente era eccessivo.rita2 wrote:Eppure è stato detto questo, da alcune di voi che pure si applaudivano, come se il valore del lavoro intellettuale si valutasse come quello in catena di montaggio, a ore e prodotto, ma non è così, sono due attività diverse. Semmai ci vorrebbero altri modi per valutare e pagare gli insegnanti, in base al curriculum, agli aggiornamenti, alle assenze, alle capacità e all'impegno, cose che nel nostro paese sono utopia, perchè manderebbero avanti i raccomandati, e comunque non si fanno, chi lavora e chi meno, tutti lo stesso stipendio, e comunque inferiore a quello del resto d'Europa, come la qualità del servizio scolastico del resto. Non è vero che fare l'insegnante vuol dire lavorare meno, provare per credere, io ho fatto anche lavoro presso enti locali e l'insegnante è più bello ma molto più impegnativo. Questa comunque è solo la mia personale esperienza.
Per il resto, anch'io mi son fatta 6 anni di università (triennale + specialistica), guadagno i suddetti 7 euro all'ora e ho 22 giorni di ferie all'anno. Ah, non è che non faccia un lavoro intellettuale e specializzato: sono dipendente in una libreria che vende solo libri in lingua inglese, è richiesta la laurea e un livello di inglese da madrelingua o da bilingue (sono bilingue). Fai un po' tu il confronto.
In nessun lavoro statale in Italia vale la meritocrazia, questo è un problema da sempre e non credo proprio che sarà questo governo a risolverlo, o anche solo a cercare di affrontarlo.
In altri Paesi d'Europa gli insegnanti guadagnano di più, ma come ha detto Micmar passano molte più ore a scuola. E' un sistema diverso, ma non credo che la paga oraria (quella andrebbe confrontata) sia molto più alta che qui. Questo cmq sarebbe da verificare.

