Però viola bisogna che facciamo un distinguo: un conto è la bulletta che fa gruppetto fra quelle che hanno il cerchietto con gli strass e quelle no (e qui dobbiamo fare un lavoro di austostima sui figli), un conto è far mangiare il muco ad una bambina/ragazzina.
Tu dove sei intervenuta ad arginare?
Perché se sei intervenuta sulla prima parte sono d'accordo con te, dovevi lavorare su altro senza cercare di "difendere" tua figlia dalla stupidità perché è uno dei mali del mondo e si deve imparare a superarla, se però sei interventuta su veri e propri atti di violenza psicologica e fisica, su atti di bullismo, mi spiace se l'hai fatto in solitaria, io avrei coinvolto TUTTA la gerarchia scolastica.
I bambini "cattivi"
Moderator: Paola
- Paola
- Admin

- Posts: 6945
- Joined: Fri Dec 15, 2006 12:06 pm
Ti faccio un esempio Viola.
Io l'altra sera allo spettacolo ho creduto di vedere mio figlio comportarsi in maniera "maleducata" verso un compagnetto.
Spiego l'antefatto.
Questo compagno doveva recitare la canzoncina: ho perso una pecorella e correre in mezzo al cerchio degli amici e la pecorella era Jacopo, fattostà che non sa saltellare ed era goffissimo, io ho visto che alcuni bambini ridevano, o meglio, ho guardato i bambini più "bulletti" che ridevano di gusto e mio figlio che per unirsi a loro rideva pure lui, ho capito che non era una cosa spontane ma "esagerata" per piacere a questi. Avevo il sangue che mi montava alla testa.
LO dico a mio marito che era lì seduto che guardava e manco a dirlo per lui non stavano ridendo del bambino ma facevano solo gli stupidotti, per di più vedevo che il saltellante continuava a guardare Jacopo e mi sono detta: adesso si mette a piangere, ero davvro angosciata.
E' andato tutto liscio, ho visto che subito dopo Jacopo e il saltellante facevano comunella a fare gli stupidini per altro, però m'è rimasto il tarlo, tant'è che alla sera ne ho parlato con mio figlio e lui ha ammesso che il suo comportamento non è stato corretto, l'ho fatto riflettere su cosa avesse fatto lui in una situazione del genere e mi ha detto che si sarebbe sentito umiliato, gli ho proposto, per recuperare e far sentire l'amico importante che stamattina avremmo entrambi fatto i complimenti al bambino, osannando la sua bravura e così abbiamo fatto.
Non so se le maestre si sono accorte di nulla, però io stavo in pace con la mia coscienza.
Fattostà che stamattina vado a bere il caffè con le mamme, di cui una mia carissima amica (assistente sociale, educatrice, molto attenta ecc...) che ha una bambina in classe con Jacopo che è appunto uno dei leader di cui sopra. tiro fuori l'argomento e lei mi dice: mannò, ridevano tutti, anche mia figlia, in effetti era "ridicolo", bellissimo che non sapesse saltare, lui l'ha superato benissimo. Le dico che però mi pare che guardasse Jacopo, che forse da lui era stato deluso e lei invece mi specifica che sua figlia le ha detto che jacopo aveva dichiarato di vestirsi in una maniera e che avendolo io vestito in tutt'altra maniera il bambino era spiazzato nella descrizione (aveva "studiato" ha i calzoni rossi e io li avevo messi blu, le scarpe bianche e io le avevo messe blu e che ridevano anche per questo perché jacopo suggeriva i colori).
Insomma, ho preso una mezza cantonata, oggi dovrò recuperare un pochetto con Jacopo, fatto salvo che non mi pento di averlo fatto ragionare sulla modalità del ridere mentre uno fa qualcosa visto che a lui, mio figlio, da molto fastidio perché si sente ridicolo quando qualcuno ridce delle sue battute.
Io l'altra sera allo spettacolo ho creduto di vedere mio figlio comportarsi in maniera "maleducata" verso un compagnetto.
Spiego l'antefatto.
Questo compagno doveva recitare la canzoncina: ho perso una pecorella e correre in mezzo al cerchio degli amici e la pecorella era Jacopo, fattostà che non sa saltellare ed era goffissimo, io ho visto che alcuni bambini ridevano, o meglio, ho guardato i bambini più "bulletti" che ridevano di gusto e mio figlio che per unirsi a loro rideva pure lui, ho capito che non era una cosa spontane ma "esagerata" per piacere a questi. Avevo il sangue che mi montava alla testa.
LO dico a mio marito che era lì seduto che guardava e manco a dirlo per lui non stavano ridendo del bambino ma facevano solo gli stupidotti, per di più vedevo che il saltellante continuava a guardare Jacopo e mi sono detta: adesso si mette a piangere, ero davvro angosciata.
E' andato tutto liscio, ho visto che subito dopo Jacopo e il saltellante facevano comunella a fare gli stupidini per altro, però m'è rimasto il tarlo, tant'è che alla sera ne ho parlato con mio figlio e lui ha ammesso che il suo comportamento non è stato corretto, l'ho fatto riflettere su cosa avesse fatto lui in una situazione del genere e mi ha detto che si sarebbe sentito umiliato, gli ho proposto, per recuperare e far sentire l'amico importante che stamattina avremmo entrambi fatto i complimenti al bambino, osannando la sua bravura e così abbiamo fatto.
Non so se le maestre si sono accorte di nulla, però io stavo in pace con la mia coscienza.
Fattostà che stamattina vado a bere il caffè con le mamme, di cui una mia carissima amica (assistente sociale, educatrice, molto attenta ecc...) che ha una bambina in classe con Jacopo che è appunto uno dei leader di cui sopra. tiro fuori l'argomento e lei mi dice: mannò, ridevano tutti, anche mia figlia, in effetti era "ridicolo", bellissimo che non sapesse saltare, lui l'ha superato benissimo. Le dico che però mi pare che guardasse Jacopo, che forse da lui era stato deluso e lei invece mi specifica che sua figlia le ha detto che jacopo aveva dichiarato di vestirsi in una maniera e che avendolo io vestito in tutt'altra maniera il bambino era spiazzato nella descrizione (aveva "studiato" ha i calzoni rossi e io li avevo messi blu, le scarpe bianche e io le avevo messe blu e che ridevano anche per questo perché jacopo suggeriva i colori).
Insomma, ho preso una mezza cantonata, oggi dovrò recuperare un pochetto con Jacopo, fatto salvo che non mi pento di averlo fatto ragionare sulla modalità del ridere mentre uno fa qualcosa visto che a lui, mio figlio, da molto fastidio perché si sente ridicolo quando qualcuno ridce delle sue battute.
Oui, Je suis Zizzià.
- Enza 52
- Ambasciatore

- Posts: 2141
- Joined: Fri Feb 06, 2009 7:32 pm
è quello il punto Paola, io sono intervenuta su tutto, e mi rimane il dubbio che se non lo avessi fatto, mia figlia avrebbe potuto rafforzare a tal punto il proprio "IO" che episodi brutti (giacché non è stato l'unico) come quelli del pulmino, forse, non si sarebbero neppure verificati, e lei oggi sarebbe una ragazza più inserita socialmente, anziché un po' chiusa come è oggi. non so se mi spiego. e per rispondere al punto che ti ho evidenziato, se io stessa fossi intervenuta solo là dove era più necessario l'ausilio della scuola, forse in certi frangenti avrei avuto più ascolto, invece che un semplice "spiacente signora, l'episodio non si è verificato in sede scolastica, e più di un ci dispiace, non le possiamo dire" per questo sono andata dal sindaco.Paola M. wrote:Però viola bisogna che facciamo un distinguo: un conto è la bulletta che fa gruppetto fra quelle che hanno il cerchietto con gli strass e quelle no (e qui dobbiamo fare un lavoro di austostima sui figli), un conto è far mangiare il muco ad una bambina/ragazzina.
Tu dove sei intervenuta ad arginare?
Perché se sei intervenuta sulla prima parte sono d'accordo con te, dovevi lavorare su altro senza cercare di "difendere" tua figlia dalla stupidità perché è uno dei mali del mondo e si deve imparare a superarla, se però sei interventuta su veri e propri atti di violenza psicologica e fisica, su atti di bullismo, mi spiace se l'hai fatto in solitaria, io avrei coinvolto TUTTA la gerarchia scolastica.
Aforismi da "Criminal Minds"
A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.
ISAAC ASIMOV
A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.
ISAAC ASIMOV