sì ma il fatto che non mangi solo a casa e che solo a casa faccia bizze esagerate come reazioni non può essere un segnale di non serenità CON noi? :mumble:Lella wrote:potresti pensare che finchè vedi la tua piccola crescere bene e serenamente non ti devi interrogare troppo e vivere più d'istino e d'amore per lei.
Dovrò stamparmelo eportarmelo dietro come promemoria.....uff....Lupina wrote:Gwen, veramente: le vuoi bene? Giochi con lei quando puoi farlo? Le dedichi i tuoi pensieri quando sei lontana da lei? Le rompi poco le scatole e non la stressi quando sei con lei? La tratti con rispetto e amore? Rispetti il suo spazio e i suoi desideri?
Basta. Non devi fare altro, al momento. Poi man mano che cresce ti adatterai a lei e lei si adatterà a te. Non farti queste segone mentali, goditi la tua bimba coi suoi capricci, le sue lune storte, i suoi sorrisi.
Mentre tu sei qua che ti fai tutti sti problemi lei cresce e te rischi di viverla meno di quello che dovresti, alla ricerca del genitore ottimale. Non esiste il genitore ottimale, se non quello che sei tu per tua figlia sul momento.
Del futuro fregatene e lascialo correre.
Oh, l'ho detto.
Ma il pediatra mi ha sempre detto di non forzarla, e ho sempre pensato che se percepiscono ansia e preoccupazione è anche peggio.evelina73 wrote:io sul mangiare ho pensato proprio il contrario rispetto a saragaia.
le due frasi che ho sottolineato mi hanno lasciata un po' perplessa.
ma non è che la ... palletta (è orribile, cambia nomignolo!)... pensa che a te non te ne frega niente?
solo una sensazione dopo averti letta.
magari ha voglia di vedere delle reazioni in te, perchè non capisce quando fa bene e quando fa male.
ripeto che è solo una mia personale e rettificabile idea.
in generale... credo che tu ti faccia troppe pippe e che dovresti cercare di vivere tutto più serenamente e naturalmente.
non credo che tua figlia sia da psicologa nè tantomeno la sua mamma tanto insicura quanto tutte le mamme del mondo.
Per questo non la stresso (anche perchè le volte che ho provato a riproporle il cibo che mi aveva rifiutato ha fatto peggio).



