Quando mi vieni a prendere?

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Paola
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Post by Paola »

Cos73 wrote:ecco questo non l'avevo capito, io avevo capito che raccontava proprio quel fatto, magari ispirandosi a dichiarazioni e racconti fatti da quella madre.

Quel fatto è identico ad altri fatti di folli che sparano nelle scuole.
Un genitore manda il figlio a scuola credendo di mandarlo in un posto sicuro, se per dirti l'avesse mandato da solo su un aereo per raggiungere il padre dall'altra parte del globo magari sarebbe stato in apprensione e non l'avrebbe sgarbato prima di lasciarlo. Invece, lo manda a scuola e CREDE di mandarlo in un luogo protetto, tanto che si permette anche di salutarlo "sgarbatamente".
Io spesso ho pensato a quelle madri del nido delle violenze, chissà quante volte quei bambini avranno fatto storie per NON mangiare, storie per NON entrare nel seggiolone ed essere legati, storie per NON andare a scuola.

Chissà quanti cazziatoni si saranno presi, quante psicologhe avrebbero detto che è colpa del lettone, dell'offrirgli troppe possibilità, del non saper essere fermi e decisi.

Se qualcuno OGGI prendesse quel pretesto letterario per raccontare di come sia meglio a volte ascoltare i bambini che pretendere di cambiarli io ne sarei felicissima.
Oui, Je suis Zizzià.
Jersey

Post by Jersey »

Paola M. wrote: Se qualcuno OGGI prendesse quel pretesto letterario per raccontare di come sia meglio a volte ascoltare i bambini che pretendere di cambiarli io ne sarei felicissima.
Quoto all'ennesima potenza!

Io credo che molto spesso si ascolti di più quello che dice una canzone piuttosto che quello che dice la propria coscienza, quindi ben vengano queste canzoni che ti scuotono!
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Lelia
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Post by Lelia »

Paola M. wrote:Però così facendo lelia non ci sarebbero stati tutti i libri più belli dell'olocausto, niente film sulla mafia, spazzata via tutta la letteratura gialla (che spesso e volentieri parte da fatti di cronaca), nessun film sull'attualità ma nemmeno alcuni racconti introspettivi che partono da un episodio noto per indagare le pieghe dell'anima.
Fai più o meno lo stesso discorso che faceva prima Lav su Bloody Sunday e gli U2. Per me c'è differenza tra tragedia collettiva (Bloody Sunday, olocausto, Tien An Men, quello che si vuole) e tragedia di una persona, di una famiglia, facilissimamente identificabile.
Uno è liberissimo di ispirarsi a quello che vuole, ma a me piace di più quando il riferimento non è spudorato.
Poi ripeto, non nego assolutamente il valore delle riflessioni personali, che possono scaturire da qualsiasi cosa.
La canzone per me resta di pessimo gusto, oltre che brutta in sé e per sé a livello di testo. Non sono mai stata una fan di Ligabue ma fino ad ora lo stimavo come artista, per me questa è una notevolissima caduta di stile che ai miei occhi lo pone esattamente sullo stesso piano di Povia e della sua immonda canzone ispirata al caso Englaro.
I'm selfish, impatient and a little insecure.
I make mistakes, I am out of control and at times hard to handle.
But if you can't handle me at my worst, then you sure as hell don't deserve me at my best.
- Marilyn Monroe -
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