I bambini "cattivi"

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Gwen

Post by Gwen »

agata74 wrote:I bambini cattivi non esistono.
Esistono purtroppo bambini che non riuscendo ad avere le giuste attenzioni o l'affetto che vorrebbero a casa, spesso sfogano con i coetanei la propria rabbia repressa (questo semplificando al massimo).
Io vedo bambini ipercinetici figli di genitori distratti, all'asilo con mia figlia, e pur essendo irruenti, non li vedo cattivi, ma anzi mi viene da prendermi cura di loro.
E' ovvio che col passare degli anni se le situazioni di base anzichè risolversi peggiorano, l'aggressività e la prepotenza divengono la loro forma di comunicazione col mondo.
Ed è molto triste.
Sì ma infatti l'ho detto che il termine "buono" e "cattivo" in questo caso era usato a sproposito, era solo per rendere l'idea.
Comunque questa cosa dei gruppi, coi bimbi leader che isolano altri bimbi a me inquieta.
Non la capisco.
Gwen

Post by Gwen »

Rie wrote:temo che ci tocchi incrociare le dita, navigare a vista e correggere le manifestazioni di comportamenti negativi quando si presentano.

Una parte di me non riesce a liberarsi del pensiero che i bambini siano "cattivi" (nel senso di egoisti e prevaricatori, non di teppisti) per natura, e tocchi all'educazione portarli a comportamenti sociali accettabili.
Ma un'altra parte di me vede anche spontanei moti di generosità e altruismo.
Credo che la verità stia nel mezzo.
I bambini, come tutti noi, hanno in sé il bene e il male, ed è una cosa di cui, probabilmente, non si deve fare un dramma, pur nella fermezza nell'arginare il loro lato negativo. Quello che in noi adulti è già (o dovrebbe essere) arginato dal superio già ben assestato.

Sul come si fa a crescere un bimbo "dalla parte dei buoni", non so dirti.
So che molte di voi contano sull'esempio, io in quello non ho molta fiducia, e se vedo qualcosa di storto cerco di raddrizzarelo a costo di essere energica, e financo non rispettosa del naturale sviluppo del bambino, nel momento in cui mi sembra che lo stia portando dalla parte sbagliata...

Ad esempio a volte Federico è stato all'inizio dell'anno di asilo troppo "manesco" nei rapporto con i compagni. Niente di eccezionale, capita a tanti, e a maggior ragione a lui che ha difficoltà di linguaggio. Ma io e mio marito su questo ci siamo andati giù abbastanza duri, perché non eravamo disposti a tollerarlo, e Fede si è dato une ragolata, anche prima che il linguaggio migliorasse, e dunque, presumo, che i conflitti con i coetanei potessero essere risolti a parole e non a spintoni.

Ma una ricetta fissa non credo che ci sia.
Perciò mi rilasso... e leggo Polly tremando e pensando all'adolescenza :ahahaha:


PS: Gwen, guarda che bibi ha rimesso in NANI, te prego reintroduci la nana, se proprio devi e non ti piace "Mia figlia" "la mia bambina", perché "palletta" non si può sentire :lol:
Io non lo so se i bambini siano teppisti e prevaricatori di natura....cioè la mia sembra esserlo un pò :occhiodibue:
ma ad esempio un suo cuginetto, stessa età, così come un suo compagnetto di nido, non lo sono affatto.
Anzi, sono la dolcezza e l'altruismo fatti persona.
Insomma, dipende dal carattere no?
E lei li tratta a volte di merda.
Ma lasciamo perdere la NANA (non lo sapevo che fosse tutto ripristinato :cisssss: ), che è piccola, e penso che sia solo nella fase del "è mio" e cose simili, da grandini, tipo alle elementari soprattutto io vedo scenari che sembrano di "cattiveria" proprio, cioè cinismo e freddezza nell'umiliare altri bimbi, cose del genere.

E ok quando si parla di essere maneschi, magari nel tuo caso siete riusciti ad accorgervene, ve lo hanno detto, ma tante volte le maestre mica te lo dicono che tua figlia fa "la stronza" anche perchè a volte sono piccole dinamiche di gruppo che gli insegnanti non sempre possono cogliere.
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Lupina
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Post by Lupina »

Gwen wrote:Sì ma infatti l'ho detto che il termine "buono" e "cattivo" in questo caso era usato a sproposito, era solo per rendere l'idea.
Comunque questa cosa dei gruppi, coi bimbi leader che isolano altri bimbi a me inquieta.
Non la capisco.

Io invece la capisco benissimo, se mi guardo intorno vedo che nella società degli adulti si fa più o meno lo stesso, isolando persone per status sociale, per censo, per antipatia personale, per indifferenza.
Certo, nella società dei bambini bisogna spingere all'integrazione, ma se mio figlio mi dice "con Alessio non ci gioco perchè mi è antipatico" per me è una motivazione sufficiente per non farglielo frequentare.
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