ma non ho capito
qui lui dice delle cose ben precise, come fa ad interpretare il pensiero di un bambino, di quel preciso bambino?
la mamma ha detto che lui tutte le mattine aveva nausea, che lui di solito non voleva andare a scuola,che aveva di queste paure?
o generalizza?
perchè o parla di un caso ben preciso, e fa una ricerca sul quel bimbo, oppure non può generalizzare
io in quella mamma me lo sbranerei (se asserisse delle cose così precise senza che queste fossero vere)
Quando mi vieni a prendere?
Moderator: Paola
- alce
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appunto!alemia wrote:ma non ho capito
qui lui dice delle cose ben precise, come fa ad interpretare il pensiero di un bambino, di quel preciso bambino?
la mamma ha detto che lui tutte le mattine aveva nausea, che lui di solito non voleva andare a scuola,che aveva di queste paure?
o generalizza?
perchè o parla di un caso ben preciso, e fa una ricerca sul quel bimbo, oppure non può generalizzare
io in quella mamma me lo sbranerei (se asserisse delle cose così precise senza che queste fossero vere)
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- Cosetta
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Per carità, sarà di cattivo gusto, io se dovessi proprio proprio scegliere comunque non avrei il minimo dubbio.Chloe83 wrote:Io la penso come Jersey. Sia sul fatto che trovo di orribile gusto mettersi a fare le classifiche dei dolori altrui (la morte di un figlio all'asilo arriva prima, quella di un figlio in pancia arriva dopo? io sto ragionamento lo trovo di un'opportunità sconcertante), sia sulle considerazioni che ne hai tratto.
Voi?
Questo per me, come per Lelia, è scontato, e non solo: ci penso talmente tanto che il mio rischio è l'eccesso e invece questa cosa per vivere e lasciar vivere deve avere un freno.E non si tratta di vivere con addosso un senso di tragedia imminente, si tratta solo di non pensare sempre che ci sia tempo "dopo" per esternare il proprio amore a qualcuno, e di non lasciare mai che l'ultima parola detta prima di salutarsi sia di rabbia, perchè anche se non succede niente, è quella parola che accompagnerà la persona che si saluta nella sua giornata. Per quanta fretta si abbia, per quanto si possa essere incazzate (ma poi per cosa?) vale la pena che sia una parola dolce.
Però non escludo che invece ci sia una fetta di genitori a cui invece una riflessione così dura può far bene: l'altra mattina appunto ho visto una mamma che stava scendendo dall'auto per portare il bimbo all'asilo, avrà avuto 4 anni. Erano in ritardo (ma non bisognerebbe mai dimenticare che il ritardo è colpa nostra e non loro) e lo trattava in modo molto brusco "muoviti! che fai?? perché stai lì fermo??"
un bimbo di 4 anni, magari ancora rimbambito dal sonno...
ecco lì una riflessione anche "traumatica" farebbe bene credo.
Però poi in altri post stiamo tutte a dire che è umano, che succede, che siamo gozilla o che non bisogna giudicare dall'esterno eccetera eccetera.
Mah.
Meno male che le ha dette Ligabue queste cose oh!
Perché se le diceva Gwen mi immagino le risposte ah ah ah.