Quando mi vieni a prendere?

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Moderator: Paola

Saosina
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Post by Saosina »

Io la trovo crudele lo stesso!

"Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sapranno ridere!"
E rise ancora.
[RIGHT]= Il piccolo principe =[/RIGHT]
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Paola
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Post by Paola »

Cos73 wrote:Paola nell'altro post parli a Gwen di passi indietro di fronte al dolore altrui.
Per quanto un aborto sia un evento triste e traumatico (per l'uomo forse un tantinello meno eh, ma vabbè) non si può paragonare a questa vicenda.

Poi a parole la si può mettere come si vuole, possiamo anche trovare lo scopo umanitario, che può essere quello di ricordare appunto di non dare mai per scontato niente (però al contrario non si può nemmeno vivere sempre "appesi", sempre col senso di precarietà si vive malissimo... questa canzone oltre a fare (presumibilmente) del male a chi ha vissuto una tragedia simile creerà angosce in più alle mamme, che sarebbe meglio risparmiare loro.
A mio modesto parere.
Per carità Cosetta, io sto solo raccontando quello che ha raccontato lui, ho anche detto che la canzone la salto perché non ce la posso fare, quindi per me poteva risparmiarsela.

Non credo sia un'operazione commerciale, tutto qua, credo che nel dolore SUO come nella rabbia (e nella canzone scritta a Guccini lo spiega che negli sfoghi si trascende e può anche essere che sia trasceso) si perde anche il lume della ragione.

Io parlavo cosetta di CHI non ha provato UN DOLORE e si permette di giudicare come uno lo vive, io, che non ho mai perso un figlio come invece è successo a Ligabue, non mi permetto di giudicare la sua elaborazione del dolore. L'avesse scritta Vasco rossi o pinco pallino forse sarei d'accordo con voi, ma la scritta un padre che ha appena sepolto un figlio, non sarà la madre ma io credo che il suo dolore sia altrettanto forte e autentico.
Oui, Je suis Zizzià.
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Lella
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Post by Lella »

Paola M. wrote:in un'intervista alla stampa lo ha siegato , ma in un'altra, forse sul suo sito, non ricordo (o forse mi è arrivato con le Liga news) spiegava appunto dei suoi "mostri", uno di questi è la morte dei figli (e io lo capisco benissimo perché chi mi conosce lo sa quali mostri si impossessino della mia mente la notte a tal proposito) e come questa vicenda, insieme al lutto per la morte del figlio, lo abbia sconvolto.

Pare per altro che si un padre "soffocante" e adesso lo è ancora di più col figlio undicenne (che suona GIA' con lui e anche su questo ha dovuto elaborare tutto un percorso per riuscire a farlo andar per la sua strada quando sarà ora).

L'intento non è certo quello di colpevolizzare la madre ma di far luce su questi "mostri" che ci abitano fra cui la paura di perdere i figli.
credo sia l'angoscia più grande per una madre o un padre, tanto che per esorcizzarla spesso fatichiamo anche a parlarne, come in questo contesto.
CARPE DIEM
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