Quando mi vieni a prendere?

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Moderator: Paola

dani_73

Post by dani_73 »

Saosina_grafica wrote:Per quanto facciano male queste cose penso che dovremmo tenerle sempre ben presente! A volte diamo per scontato la cosa più importante che abbimo: la vita! Ma è così fragile che può sfuggirci di mano in un secondo! Dovremmo ricordarcene ogni volta che stiamo per perdere la pazienza o per arrabbiarci con tutte le persone a cui vogliamo bene. Io mi rendo conto che spesso mi arrabbio per cose che potrei lasciar correre! E tener presente che la vita è così fragile mi aiuta a rifare la lista delle priorità, a lasciar correre tante cose su cui mi imponto ma che in realtà non sono così importanti!
Ecco hai scritto esattamente quello che penso io. Al di là della canzone e delle polemiche sul comporla (ne ignoravo persino l'esistenza) o meno io penso spesso a questo. Al mattino spesso dico ci vediamo stasera e poi mi ritrovo a pensare e se succedesse qualcosa?
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Cosetta
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Post by Cosetta »

Paola nell'altro post parli a Gwen di passi indietro di fronte al dolore altrui.
Per quanto un aborto sia un evento triste e traumatico (per l'uomo forse un tantinello meno eh, ma vabbè) non si può paragonare a questa vicenda.

Poi a parole la si può mettere come si vuole, possiamo anche trovare lo scopo umanitario, che può essere quello di ricordare appunto di non dare mai per scontato niente (però al contrario non si può nemmeno vivere sempre "appesi", sempre col senso di precarietà si vive malissimo... questa canzone oltre a fare (presumibilmente) del male a chi ha vissuto una tragedia simile creerà angosce in più alle mamme, che sarebbe meglio risparmiare loro.
A mio modesto parere.
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Paola
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Post by Paola »

in un'intervista alla stampa lo ha siegato
Dietro questa rabbia avvelenata, racconta Ligabue, c'è lo stesso personale momento difficile che ha ispirato un secondo brano ispirato. «Quando mi vieni a prendere (Dendermonde, 23/01/09)» dura ben 7 minuti, è il racconto serrato sulla strage di un ventenne mascherato da jocker in un asilo in Belgio; un pezzo quasi da cantastorie, che si dipana come un racconto filmico, dagli occhi di uno dei bambini protagonisti. «Nel novembre 2008, io e la mia compagna abbiamo perso un bimbo al sesto mese di gravidanza. Non è come un aborto. E' stato partorito, e sepolto. Un lutto da elaborare», spiega.
, ma in un'altra, forse sul suo sito, non ricordo (o forse mi è arrivato con le Liga news) spiegava appunto dei suoi "mostri", uno di questi è la morte dei figli (e io lo capisco benissimo perché chi mi conosce lo sa quali mostri si impossessino della mia mente la notte a tal proposito) e come questa vicenda, insieme al lutto per la morte del figlio, lo abbia sconvolto.

Pare per altro che si un padre "soffocante" e adesso lo è ancora di più col figlio undicenne (che suona GIA' con lui e anche su questo ha dovuto elaborare tutto un percorso per riuscire a farlo andar per la sua strada quando sarà ora).

L'intento non è certo quello di colpevolizzare la madre ma di far luce su questi "mostri" che ci abitano fra cui la paura di perdere i figli.
Oui, Je suis Zizzià.
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